MAXI RISARCIMENTO IN U.S.A. PER LA LESIONE DEI DIRITTI MORALI D’AUTORE DEGLI STREET ARTISTS DI 5POINTZ

La Corte d’appello del Secondo Circuito degli Stati Uniti d’America ha confermato la decisione, risalente al 2018, della Corte del Distretto Est di New York.
Il recente provvedimento testimonia una crescente apertura da parte dell’ordinamento U.S.A. nel riconoscere piena tutela ai diritti morali degli artisti delle arti visive.
Tale categoria di diritti è stata introdotta nell’apparato legislativo statunitense relativamente di recente (risale agli inizi degli anni ‘90 con l’adozione del VARA –Visual Artists Rights Act) e sono rari i precedenti giurisprudenziali in materia.
La Corte d’appello ha ribadito la responsabilità di Gerald Wolkoff per aver distrutto alcune opere di street art, da lui autorizzate, realizzate sulle pareti di “5Pointz”, un immobile di sua proprietà sito in Long Island. Il gesto di Wolkoff ha comportato la lesione dei diritti morali d’autore degli artisti che hanno operato all’interno dello stabile e che si sono visti confermare il proprio diritto a un risarcimento di oltre $ 6.000.000 per i danni subiti.
La Corte ha colto l’occasione per fornire delle importanti delucidazioni in merito alle norme contenute nel VARA.
È stato chiarito che la “levatura artistica” di un’opera, requisito di legge necessario per preservarne l’integrità ed evitarne la distruzione, deve essere accertata avendo riguardo della considerazione che la comunità di settore (nello specifico composta da storici d’arte, critici, curatori museali, galleristi, artisti affermati e altri esperti) ha di quella determinata opera.
È stato, altresì, osservato che le norme del VARA tutelano le opere delle arti visive senza distinguere tra opere aventi carattere temporaneo e quelle aventi, invece, carattere permanente.
I giudici statunitensi hanno, pertanto, precisato che il carattere temporaneo, proprio delle opere di street art, non è idoneo a pregiudicarne la qualità artistica e, richiamando in sentenza alcuni esempi di “opere d’arte temporanee”, realizzate da artisti quali Christo o Banksy, hanno evidenziato come molte volte sia proprio il carattere effimero a conferire all’opera il valore aggiunto che la contraddistingue.
Per quanto riguarda, infine, il bilanciamento tra il diritto di proprietà di Wolkoff e i diritti morali degli street artists, la soccombenza di Wolkoff è anche dovuta al mancato rispetto di alcune particolari norme della legge statunitense sul copyright inerenti le opere pittoriche incorporate negli edifici (§ 113 – chapter 1 – Copyright Law of United States). Secondo la normativa americana, Wolkoff avrebbe potuto mettersi al sicuro da ogni responsabilità se soltanto avesse ottenuto dagli street artists la loro preventiva rinuncia scritta ai diritti d’integrità dell’opera (cosa ammessa dall’ordinamento statunitense). Alternativamente, avrebbe dovuto avvertire gli street artists dell’intenzione di voler rimuovere le opere, concedendo loro la possibilità di provvedervi in autonomia entro un termine di 90 giorni dalla comunicazione. Se gli artisti non si fossero attivati entro il termine prescritto dalla legge, Wolkoff avrebbe potuto liberamente procedere alla rimozione delle opere.

Avv. Antonio Gallo

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