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Layout d’interni, quale tutela?

Si è di recente tenuto a Milano un incontro tra l’avv. Lavinia Savini e la curatrice e consulente di design Federica Sala, promosso dallo studio legale FPB Legal, sull’ancora poco conosciuto tema della tutela del Layout d’interni.
E’ emerso come nell’ordinamento italiano manchi un’espressa previsione di legge che riconosca al Layout d’interni una tutela specifica ai sensi della Legge sul Diritto d’Autore (l.d.a.). Sino ad oggi l’unica forma di protezione, in rari casi, riconosciutagli è stata quella di diritto industriale. Riconoscere la tutela di diritto d’autore all’architettura d’interni offre notevoli vantaggi rispetto alla tutela di diritto industriale. Viene, infatti, garantita una maggiore durata di protezione per la creazione (fino a 70 anni dalla morte del suo autore) senza, però, la necessità di compiere alcuna formalità.

Quando si parla di layout d’interni si intende un’attività di progettazione – improntata alla realizzazione di una composizione unitaria – consistente nella scelta di mobili, complementi d’arredo ed eventuali elementi architettonici, e nella loro collocazione in un determinato ambiente.
Attualmente la legge prevede diverse forme di protezione per i singoli elementi di una composizione. Qualora ne ricorrano i presupposti, infatti, sono tutelabili quali opere d’arte e di  design o quali disegni e modelli dell’industrial design.
Nel passato la giurisprudenza ha ammesso, con un approccio alquanto restrittivo, la tutela di diritto d’autore del layout d’interni soltanto nei casi in cui l’arredo fosse incorporato in maniera inscindibile all’edificio, caratterizzandolo in maniera inconfondibile, si da poter applicare la tutela propria delle opere e progetti d’architettura, di cui all’art. 2 lett. n. 5 della l.d.a (come è avvenuto, per esempio, in molte progettazioni fatte da Carlo Scarpa).

Si sta verificando, fortunatamente, un cambio di tendenza a livello internazionale volto ad un sempre maggiore riconoscimento del valore creativo ed autoriale del layout d’interni, confermato in Italia da due recenti pronunce giurisprudenziali altamente innovative. Trattasi del recente caso che ha visto contrapposti i noti rivenditori di cosmetici KIKO e WYCON (sentenza del Trib. Milano n. 11416 del 13.1.2015, confermata dalla Corte App. Milano n. 1543 del 26.3.2018). Le sentenze indicate sono state le prime a varcare la soglia di una nuova frontiera del diritto, ammettendo la tutelabilità della creazione di un arredo d’interni ai sensi della normativa sul diritto d’autore. Il collegio giudicante ha statuito che la combinazione e la conformazione complessiva degli elementi che integrano il progetto di arredamento dei negozi KIKO (contesto stilistico minimalista, caratterizzato da simmetrie e linee essenziali) fosse dotato dei presupposti di creatività e novità necessari per godere della tutela di diritto d’autore -sempre attraverso un’equiparazione alle opere dell’architettura – ed ha conseguentemente dichiarato violati i relativi diritti ad opera della concorrente.
Si rileva come la valutazione del carattere creativo del layout d’interni sia stata effettuata in considerazione del risultato complessivo conseguito ed il livello di creatività richiesto è minimale – come avviene per le altre opere dell’ingegno – non essendo necessario che le idee poste alla base del progetto di allestimento siano particolarmente complesse ed elaborate.
Il tema oggetto dell’incontro è stato trattato anche da un punto di vista comparatistico. In particolare, sono stati posti a confronto con l’ordinamento nazionale l’ordinamento francese e quello statunitense.
Per quanto riguarda la Francia, è emerso che la situazione è molto simile a quella italiana: vi sono state poche sentenze in materia e si va verso un espresso riconoscimento della tutela di diritto d’autore del layout di interni (con una maggiore sensibilità verso il riconoscimento di siffatta tutela anche alla disposizione di spazi esterni, come i giardini).
Anche in Francia è stato riconosciuto meritevole di tutela autoriale il layout dei negozi KIKO, con decisione del Tribunal de Grande Instance de Lille (del 21 maggio 2015, confermata in secondo grado dalla sentenza della Cour d’Appel de Douai). Nel caso francese, che ha visto coinvolti KIKO France e Folies Douces, analogamente a quanto accaduto in Italia, i Giudici hanno ritenuto che la creatività caratterizzante la combinazione originale di forme e colori dei negozi KIKO fosse connotata da una valenza estetica tale da esprimerne la personalità dell’autore.
Infine, si è portato come interessante esempio il sistema statunitense, che riconosce oramai da tempo al layout degli spazi commerciali una tutela di diritto industriale, attraverso l’istituto di elaborazione giurisprudenziale del trade dress. Tale istituto ha come fine quello di proteggere l’estetica di un determinato prodotto o il layout delle attività commerciali, che siano idonei a trasmettere all’osservatore chiare informazioni in ordine alla provenienza di prodotti e servizi. Affinché il trade dress possa essere considerato meritevole di tutela occorre che non sia dettato da esigenze funzionali, abbia acquisito il cosiddetto “secondary meaning” e sia dotato di distintività.

Conclusivamente si può affermare come vi sia sempre più l’esigenza di trovare un modo per tutelare il lavoro dei creativi, come emerso anche dall’intervento svolto dalla curatrice, soprattutto quando non si tratta della creazione di opere d’arte o di design, la cui tutela è oramai pacificamente riconosciuta dalla legge, ma quando si tratta della creazione di ambienti e di “atmosfere”. In tale caso, più che mai, è molto importante provvedere contrattualmente ad una corretta qualificazione della natura dell’opera creata, o commissionata, e dell’eventuale estensione dei diritti d’autore ceduti.

Lavinia Savini

Avvocato

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We would like to give you notice of the participation of Avv. Lavinia Savini in the upcoming seminar organized in Verone by ACE – Avocats Conseils d’Enterprises focused on “QUID DE L’ENTREPRISE EN 2019?”

for more information: https://www.avocats-conseils.org/fr/component/k2/item/361-6eme-seminaire-franco-italien-verone-30-31-mai-2019

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“Il mercato dell’arte contemporanea tra tutela e fiscalità” è il titolo del prossimo convegno al quale prenderà parte in qualità di relatrice l’avv. Lavinia Savini. L’evento, organizzato con il patrocinio del Comune di Bologna, si terrà l’11 aprile 2019 presso il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna.

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18 marzo 2019 · 16:39

Vi segnaliamo l’articolo dell’Avv. Lavinia Savini sul confronto tra la regolamentazione del mercato dell’arte nell’ordinamento italiano ed in alcuni ordinamenti stranieri, uscito su Il Giornale dell’Arte di Marzo.

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L’Avvocato Lavinia Savini è diventata responsabile, of counsel, di diritto della Proprietà Intellettuale di FPB – Studio Legale Ferrari Pedeferri Boni. L’inizio della collaborazione è stato ufficializzato con l’organizzazione dell’incontro “Design e Layout di interni, quale tutela?”, al quale ha preso parte anche la curatrice Federica Sala.

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4 marzo 2019 · 12:08

E’ uscita su ArtEconomy24 de Il Sole 24 ORE l’intervista fatta all’Avv. Lavinia Savini sull’ultimo incontro del ciclo Arte e Diritto – Camera Arbitrale di Venezia sul tema della regolamentazione del mercato dell’arte negli ordinamenti esteri

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30 gennaio 2019 · 13:00

Il prossimo incontro del progetto “Arte e Diritto”, ideato e realizzato con la Camera Arbitrale di Venezia, sarà su “La regolamentazione del mercato: esempi di ordinamenti esteri” e si terrà il 18 gennaio a Venezia presso la sede dell’Ateneo Veneto.

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L’affaire de l’artiste urbain Blu: s’agit-il d’une violation du droit d’auteur?

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1. Les faits

Les protestations contre l’exposition « Street Art – Banksy & Co. L’arte allo stato urbano » (l’art à l’état urbain), qui a eu lieu dans la ville italienne de Bologne du 18 mars au 26 juin 2016, et qui aspirait à être une grande rétrospective consacrée à l’histoire de la Street Art, a posé une question juridique.

D’après les déclarations des organisateurs, les œuvres provenaient pour une partie du marché, elles étaient, pour une autre partie, réalisées directement sur place, et seulement une partie minime des œuvres avaient été prélevées des murs d’une propriété privée de la ville de Bologne, par ailleurs en cours de démolition. Parmi ces œuvres, y figuraient certains travaux de l’artiste urbain Blu. L’opération avait pour but de conserver, archiver et muséaliser les œuvres.

Les vives et longues polémiques médiatiques qui s’en étaient suivies, même dans les médias étrangers, avaient mis en évidence combien le projet, à l’origine de l’exposition, divisait l’opinion publique et aussi les artistes impliqués. Si certains d’entre eux avaient manifesté, même publiquement, de fortes hostilités à l’égard de l’initiative, d’autres avaient, en revanche, exprimé un avis favorable. L’affaire se prête à des évaluations sous divers profils. En particulier, il convient de distinguer l’aspect éthique et culturel de l’aspect purement juridique.

2. La question de droit

À titre liminaire, il faut souligner que l’affaire en question était complexe à cause de l’absence de précédents jurisprudentiels, non seulement en Italie mais aussi en Europe, étant donné que l’opération bolonaise semblait être la première à s’interroger sur le futur des œuvres d’Art urbain de ce type.

De plus, il faut également noter, en Italie, l’absence de précédents jurisprudentiels relatifs au droit moral de l’auteur dans le domaine de la Street Art. Les raisons d’un tel vide jurisprudentiel résident dans la nature même des œuvres, nées avec la caractéristique d’être produites en clandestinité et de façon illicite, comme forme d’art libre, informel et en dehors des institutions. Ainsi, le recours à des pseudonymes par les artistes devient compréhensible, du fait qu’ils veuillent préserver leur anonymat. Par conséquent, l’absence de décisions relatives aux droits d’auteur des œuvres de Street Art n’est pas surprenante.

En ce qui concerne l’aspect juridique, les œuvres de l’artiste Blu, ayant fait l’objet de détachements, provenaient, comme cela a été dit, de murs d’une propriété privée dont le propriétaire en aurait autorisé le prélèvement s’agissant de murs en démolition. En vertu du principe juridique de l’accession, régi par l’article 936 du Code civil italien, aux termes duquel « lorsque les plantations, constructions ou ouvrages ont été réalisés par un tiers avec des matériaux lui appartenant, le propriétaire du fonds a le droit d’en conserver la propriété ou d’obliger le tiers à les enlever […] », il est désormais admis que le propriétaire du mur sur lequel a été réalisée une œuvre de Street Art en est le propriétaire. Toutefois, comme tout propriétaire d’une œuvre d’art, il ne devient pas titulaire aussi des droits d’auteur sur l’œuvre, lesquels appartiennent exclusivement aux auteurs.

Les droits d’auteur dans le droit italien

Les droits d’auteur en Italie se divisent en droits patrimoniaux et en droits moraux. Ces droits sont entièrement régis par la loi italienne n° 633 du 22 avril 1941 sur la protection du droit d’auteur et des droits voisins, aussi dénommée loi sur le droit d’auteur[1].

Quant aux premiers, conformément à l’article 12 de la loi sur le droit d’auteur, « l’auteur jouit du droit exclusif de publier son œuvre. Il jouit en outre du droit exclusif d’exploiter économiquement son œuvre de quelque manière et sous quelque forme, originale ou dérivée, que ce soit, dans les limites fixées par la présente loi, et en particulier en exerçant les droits exclusifs énoncés aux articles suivants. Est considérée comme première publication la première forme d’exercice du droit d’exploitation ».

Les droits patrimoniaux, prévus aux articles 12 à 19 de la loi, se manifestent à travers une série de prérogatives en faveur de l’auteur appelés droits d’exploitation économique, et sont librement cessibles. Les droits moraux, en revanche, sont des droits imprescriptibles en vertu de l’article 2934 du Code civil italien, inaliénables et qui ne peuvent pas faire l’objet de renonciation de la part de l’auteur, contrairement à la discipline d’autres ordres juridiques européens. Les droits moraux appartiennent à l’auteur et à ses proches, dans l’ordre indiqué à l’article 23 de la loi italienne sur le droit d’auteur.

Ainsi, il s’agit d’une protection renforcée de l’honneur et de la réputation de l’artiste par la reconnaissance du droit de s’opposer à la première publication de l’œuvre; le droit de revendiquer la paternité de l’œuvre; le droit de s’opposer à des mutilations et altérations ou modifications de l’œuvre; le droit de retirer l’œuvre du commerce pour des motifs graves. Par ailleurs, une partie de la doctrine italienne a inclus parmi les droits moraux innommés le droit de l’auteur de méconnaître la paternité d’une œuvre qui lui aurait été erronément attribuée[2]. Les droits moraux de l’auteur sont pleinement régis par la loi italienne sur le droit d’auteur aux articles 20 à 24.

En règle générale, étant privées d’une autorisation préalable, les œuvres de Street Art naissent comme des œuvres illicites en ce que leur réalisation sur des murs ou des biens (notamment, les wagons ferroviaires ou métropolitains), publics ou privés, constitue une conduite passible de sanctions pénales, en particulier, celle de « dégradation et détérioration de biens appartenant à autrui » visée à l’article 639 du Code pénal italien[3]. Mais de telles œuvres sont quand même garanties par le droit d’auteur puisque la loi italienne protège, en son article premier, l’œuvre de l’esprit présentant le caractère de créations pour le seul fait d’avoir été créée. Parmi les critères de protection, la licéité de l’œuvre n’est pas requise, ainsi cette dernière est protégée même si illicite ou, par exemple, contraire aux bonnes mœurs[4].

À ce stade, arrive le point névralgique de la question. D’après les déclarations de l’organisation, le projet aurait été communiqué au préalable aux graffeurs impliqués : Blu, Ericailcane, Dado e Cuoghi Corsello. Certains d’entre eux auraient accepté avec enthousiasme le projet, pendant que d’autres, comme Blu et Ericailcane, n’auraient d’abord pas pris position, pour ensuite réagir.

Est-il alors possible d’affirmer que, à travers ce projet, les droits moraux et/ou patrimoniaux des auteurs des graffitis qui ont, de fait et successivement, manifesté leur désaccord ont été violés? À travers la muséalisation, le projet d’exposition, a-t-il violé le droit moral de l’artiste de rue de «rester dans la rue»?

Contrairement aux propositions de certains, la tendance est à exclure une violation du droit patrimonial de l’auteur pour l’exposition publique de son œuvre, tant pour les graffitis objets de détachements que, a fortiori, pour ceux qui proviennent du marché. Juridiquement, en effet, selon l’orientation dominante de la jurisprudence italienne, le propriétaire d’une œuvre d’art a le droit de la céder librement à des tiers et de la faire circuler, tout comme le droit de l’exposer[5] (dans des galeries, des musées, etc), et cela, à plus forte raison si l’œuvre a été introduite dans le circuit commercial par l’artiste lui-même.

3. Une atteinte aux droits moraux de l’auteur des artistes urbains?

Le droit moral de l’auteur constitue, par contre, la limite à la licéité de telles conduites. L’article 20 de la loi 633/1941 qui régit les droits moraux de l’auteur dispose que “indépendamment des droits exclusifs d’exploitation économique de l’œuvre, et même après la cession de ces droits, l’auteur conserve le droit de revendiquer la paternité de l’œuvre et de s’opposer à toute déformation, mutilation ou autre modification de l’œuvre et à toute atteinte à la même œuvre qui pourraient être préjudiciables à son honneur ou à sa réputation”. L’action de l’artiste Blu pouvait, ainsi, représenter la réaction de qui se plaindrait de la violation de son propre droit moral de l’auteur.

Il faut donc évaluer, à mon sens, si une opération qui avait pour but d’exposer, archiver et conserver l’œuvre d’un auteur, et non pas de la vendre, est à catégoriser dans les actes portant atteinte à la même œuvre qui pourraient être préjudiciables à la réputation et à l’honneur de l’artiste, aux termes de l’article 20 de la loi 633/1941.

En 2014, Banksy lui-même faisait un geste de contestation en méconnaissant la paternité de quelques-unes de ses œuvres faisant l’objet d’une exposition organisée par Sincura Group à Londres, empêchant ainsi les ventes. Mais dans ce cas, les œuvres avaient été prélevées des murs sans son autorisation pour ensuite être vendues. Il est possible de donner un avis au sujet de l’existence ou non d’un “préjudice à la réputation et à l’honneur de l’artiste” seulement en se fondant sur le raisonnement logico-juridique retenu dans les rares précédents jurisprudentiels relatifs au droit moral de l’auteur et en contextualisant les faits sur le base de ce que signifie effectivement, aujourd’hui, la Street Art.

Par exemple, la jurisprudence italienne a reconnu la violation de ce droit aussi bien dans le cas où un propriétaire a laissé se dégrader une œuvre d’art[6], que dans le cas où la présentation dans une exposition de certaines œuvres d’un artiste provenant uniquement d’une collection privée avaient été indiquées comme des œuvres réalisées par ce même artiste à une période donnée[7]. De même, la violation a été reconnue dans le cas où l’œuvre d’un auteur a été utilisée par un éditeur conjointement aux œuvres d’autres artistes avec lesquels l’auteur avait affirmé avoir des divergences idéologiques[8].

Dans l’affaire de Bologne, si l’auteur considérait que la muséalisation de ses œuvres ne correspondait pas à sa poétique, la violation de ses droits aurait été abstraitement configurable. D’autre part, il aurait fallu aussi considérer la finalité du projet de conservation et d’archivage, dénué de l’intention de vendre les œuvres. Donner une réponse univoque n’est pas évident et la réflexion devient plus large : l’artiste peut-il s’opposer à ce que ses œuvres soient conservées, archivées et protégées ou qu’elles soient mises dans un musée ?

Enfin, l’« état » actuel de la Street Art est un élément d’une importance fondamentale pour donner un avis, en l’espèce, sur l’existence d’une atteinte aux droits moraux de l’auteur des artistes urbains : peut-elle être, encore aujourd’hui, considérée comme un art de rue, subversive, illicite, contestatrice, externe aux circuits officiels du marché de l’art, aussi bien que sa muséalisation et sa conservation seraient contraires à sa nature ? L’évolution que cette forme d’art a connue, également dans l’opinion commune, est inégalable. Ce n’est pas par hasard que les artistes urbains travaillent de plus en plus à la lumière du jour et à la commission, parfois même à la demande de fameux musées internationaux. Comme, par exemple, le même Blu qui a peint les façades du musée MoCa à Los Angeles (œuvre successivement censurée par le musée) et à qui ont été commandés des travaux par la Tate Modern de Londres et le Hangar Bicocca de Milan. De plus, les œuvres de ces artistes sont introduites et circulent toujours plus dans les plus institutionnels et connus réseaux internationaux du commerce de l’art. Il suffit de rappeler que, récemment, les œuvres de Banksy étaient en vente à la Lionel Gallery d’Amsterdam et au TEFAP de Maastricht. Ou encore, la récente initiative de ce dernier qui a réalisé des œuvres dans les chambres de son tout nouveau hôtel nommé « The Walled Off Hotel », en Cisjordanie. Enfin, il est possible de constater une tendance à ne plus percevoir comme sanctionnables, au moins sur les biens publics, les interventions faites par les graffeurs, sans autorisation, bien qu’il s’agisse de conduites passibles de sanctions pénales. Ceci est vrai surtout pour les artistes les plus connus.

Jusqu’à présent, les graffeurs ont été réticents à entrer dans les salles d’audience des tribunaux pour protéger leurs droits d’auteur et ont préféré manifester leur désapprobation par l’action. Mais, la Street Art, comme cela a été exposé, est en plein changement et est de plus en plus institutionnalisée… Serait-elle prête à faire son entrée dans les tribunaux ?

[1] Legge 22 aprile 1941, n. 633 “Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”.
[2] Tribunale di Milano, 14 septembre 2004, in Rep. AIDA 05, I.5.1 ; Corte d’Appello di Milano, 24 mars 1939, in IDA 39, 215.
[3] Sur ce point: Corte di cassazione, Sez. Seconda penale, Sentenza n. 16371 du 20 avril 2016.
[4] Sur ce point: Tribunale di Milano, 29 janvier 1996 ; Pretura di Bologna, 20 avril 1971, in Giustizia civile 71, 694 s.
[5] Conformément au principe de libre jouissance du bien appartenant au propriétaire; sur ce point, la jurisprudence italienne est rare, voir Tribunale di Verona, 30 octobre 1989 (in Dir. Autore 1990, 397): “Après la cession de l’unique exemplaire d’une œuvre d’art, appartiennent au propriétaire les facultés de jouissance prévues à l’article 832 du Code civil, dont celle de divulguer l’œuvre et de la faire exposer, attendu qu’il s’agit d’une faculté strictement consécutive à la publication et à la vente de l’œuvre, activité permise par l’auteur qui a renoncé à sa réserve de non-divulgation, à condition qu’aucune atteinte ne soit portée à son droit moral ».
[6] Affaire isolée sur laquelle s’est prononcé le Tribunale di Milano, 20 janvier 2005, in AIDA 05, 1057.
[7] Pretura di Verona, 21 mars 1987, in IDA 87, 551 ss.
[8] Pretura di Torino, 5 mai 1990.

Avv. Lavinia Savini

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Google Arts & Culture e diritto d’autore

Nasce nel 2011 la Google Arts & Culture, una piattaforma che sfruttando la Street view (una modalità di visualizzazione virtuale che permette di guardare attraverso lo schermo un determinato luogo come se fossimo realmente lì) ci da la possibilità di visitare musei e, di conseguenza, di visualizzare ed analizzare opere d’arte pur non essendoci fisicamente di fronte.

L’idea alla base del progetto è quella di rendere l’arte accessibile gratuitamente a chiunque abbia la sola disponibilità di un computer o di un telefono cellulare e, in tale direzione, la Google Arts & Culture, dal 2011 ad oggi, ha fatto passi da gigante: al momento più di 1.400 musei in 70 Paesi, di cui circa un’ottantina di musei italiani, hanno aderito al progetto e vedono le proprie opere esposte sul sito ideato dal fondatore del Google Art Institute, Amir Sood.

Ma come vengono effettivamente regolamentati i rapporti tra il museo, che ha il diritto allo sfruttamento dell’immagine delle opere, e Google che rende tali immagini di pubblico dominio?

All’interno del nostro ordinamento gli articoli che vengono maggiormente in risalto a questo proposito sono l’art. 13 Lda che si occupa del diritto alla riproduzione dell’immagine e l’art. 70 comma 1 bis Lda che regolamenta la riproduzione di opere attraverso la rete internet.

Il diritto esclusivo di riproduzione dell’opera ex art. 13 Lda, che in questo caso è in capo ai musei, è regolamentato da un rapporto contrattuale che ne prevede la concessione, per un periodo stabilito, alla piattaforma che ha lo scopo di condividere le immagini delle opere esposte sulla rete.

Ci si potrebbe chiedere perché anche in Italia ci sia bisogno di un adeguato contratto che regolamenti la riproduzione di questo tipo di immagini. La risposta è semplice: in mancanza di un contratto bisognerebbe affidarsi all’art. 70 Lda che limiterebbe notevolmente la possibilità di sfruttamento dell’immagine.

Tale articolo infatti permette l’utilizzo delle suddette immagini in rete per uso scientifico e didattico, a titolo gratuito, ma a condizione che queste siano a bassa risoluzione o degradate. Sarebbe una forte limitazione per la piattaforma di Google che invece ha, fortunatamente, come prerogativa l’utilizzo di immagini ad altissima risoluzione e quindi analizzabili in ogni piccolo particolare.

Per concludere va sottolineato quindi come siano gli stessi musei a rivolgersi a Google: sono loro per primi ad avere interesse a concludere un contratto per il servizio offerto dal noto motore di ricerca. Questo avviene principalmente perché hanno la possibilità di vedere le proprie opere esposte in rete a titolo completamente gratuito e per il fatto che all’interno del contratto che regola i rapporti tra Google e i musei c’è una clausola che prevede che Google non possa in alcun modo realizzare profitti finanziari diretti dallo sfruttamento delle immagini fornite dal museo. Un grosso incentivo alla collaborazione per rendere l’arte sempre più accessibile a tutti.

Dott. Leonardo Bergonzoni

 

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I vantaggi giuridico-fiscali dell’investimento in arte

Abstract dell’intervento dell’avv. Lavinia Savini nell’ambito dell’incontro “Investire in arte:passione o opportunità? Vantaggi giuridico-fiscali”, organizzato da UniCredit Private Banking in collaborazione con lo Studio Legale IDEAlex e tenutosi a Bologna presso la sede dell’UniCredit (Sala del Gigante) il 24 febbraio 2016.

fiera

L’investimento in arte reca con sé il beneficio di assicurare all’investitore-collezionista il godimento di un plusvalore “estetico”, potenzialmente unico e perpetuo, sconosciuto a qualunque altra forma di investimento alternativa.
Ciò nondimeno, un approccio razionale all’acquisto di opere d’arte suggerisce di ponderarne attentamente anche gli aspetti economici e giuridici. Diffusa, infatti, è la percezione che l’investimento in arte sia intrinsecamente rischioso anche a causa dell’apparente deregolamentazione del mercato di riferimento.
Al contrario, questa forma di investimento si qualifica per molteplici vantaggi di carattere giuridico – fiscale. L’intento odierno è di illustrarli sinteticamente insieme ad alcuni fondamentali accorgimenti di natura legale da adottare.
Con l’avvertenza che, per la massimizzazione di tali benefici, è consigliabile avvalersi di consulenti specializzati tanto in ambito giuridico quanto in ambito finanziario e artistico.

I vantaggi:

  • la dibattuta questione della mancata tassazione del capital gain generato in sede di rivendita di opere d’arte da parte di privati;
  • la certezza delle transazioni commerciali aventi ad oggetto opere d’arte, focus sull’applicabilità nell’ordinamento italiano della regola del “possesso vale titolo” ex 1153 c.c. e le differenze con gli altri paesi;
  • ulteriori vantaggi connessi alla natura di bene mobile non registrato propria delle opere d’arte;
  • in caso di investimento in opere d’arte aventi meno di 50 anni e/o di autori viventi: la non necessarietà dell’autorizzazione all’esportazione e la maggiore sicurezza dell’investimento data dal minore rischio di acquisto di opere false.

Gli adempimenti giuridici necessari per la tutela e la valorizzazione dell’investimento in arte:

  • l’importanza di effettuare una Due Diligence, in sede di acquisto di opera d’arte, sulla sua provenienza liceità e autenticità dell’opera;
  • l’importanza di munirsi di un valido titolo giuridico in sede di acquisto e/o vendita di opera d’arte;
  • l’importanza del certificato di autenticità o della dichiarazione di provenienza dell’ opera d’arte sulla quale si intende investire;
  • l’archiviazione e la catalogazione delle opere d’arte possedute, per la valorizzazione della propria collezione.

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The improvement of art authenticators protection through the amendment to New York State Art and Cultural Affairs Law

Artworks authentication continues to be a debated issue even outside the Courts.

Over the years art authenticators, such as artists authentication boards and scholars, have been sued by artists’ heirs or by artworks owners disagreed with the authentication opinions released. For this reason many art authenticators have stopped issuing authentication opinions and this brought to the closure of some of the most important artists authentication boards such as Keith Haring or Andy Warhol ones.

On the last June 15th the New York State Senate approved the Bill S.1229A amending to New York State Art and Cultural Affairs Law in order to protect art authenticators in the visual art community from the increasing risk of civil action lawsuits.b7af9063dc0aadd4e65e20887a687098

Through the introduction of new procedural rules aimed to discourage litigations, the Bill heightened the standards for plaintiffs bringing actions against authenticators.

For example, it provides that plaintiffs shall «specify with particularity in the complaint facts sufficient to support each element of the claim or claims asserted». Moreover, it precludes prevailing plaintiffs from receiving legal costs in suits against authenticators and in the case that the plaintiff claim is rejected Courts could grant legal costs to the prevailing authenticator «upon a written finding of good and just case».

The Bill provides also a definition of “authenticator” which expressly excludes «person or entity that has a financial interest in the work of fine art or visual art multiple for which such opinion is rendered».

The Bill has been supported by several important art institutions also and it will
enter into force on 2016.

Issues related to the release of artworks authentication concern the Italian visual arts community also. Therefore, it should be desirable to put order to the current Italian framework learning from the American experience.

Avv. Lavinia Savini
Dott. Antonio Gallo
Dott.ssa Maria Paola Pinna

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Stati Uniti: in arrivo la riforma della “legge sulle arti e sugli affari culturali” a tutela delle fondazioni e degli esperti di opere d’arte

b7af9063dc0aadd4e65e20887a687098L’autenticazione delle opere d’arte continua ad essere un tema dibattuto fuori e dentro le aule dei Tribunali. Sempre più fondazioni d’artista e studiosi che rilasciano expertise sulle opere d’arte subiscono azioni giudiziarie da parte degli eredi dell’autore o dei proprietari delle opere stesse. Ciò ha portato alla chiusura di importanti Autentication Board quali quello dell’artista K.Haring o di E. Warhol .

Tale fenomeno, in espansione soprattutto negli USA, ha condotto i professionisti dell’arte, i giuristi e le istituzioni statunitensi a richiedere una riforma della legge sulle arti e sugli affari culturali (New York Art and Cultural Affair Law) a tutela degli esperti che rilasciano le autentiche. Così, nel giugno 2015, il Senato degli Stati Uniti d’America ha dato luce ad un nuovo progetto di legge.

La riforma si pone l’obiettivo di scoraggiare le azioni di responsabilità instaurate contro gli esperti che rilasciano le autentiche attraverso l’applicazione di nuove regole. Per esempio: colui che agirà in giudizio per il riconoscimento della responsabilità dell’esperto che ha rilasciato il parere su di un’opera d’arte dovrà fondare la propria domanda su elementi di prova sufficienti. Inoltre, anche nel caso in cui chi agisce vinca la causa non potrà chiedere la condanna dell’esperto al pagamento delle spese legali. Al contrario, qualora il giudice rigetti la domanda, l’esperto potrà chiedere in via riconvenzionale il pagamento delle spese legali sostenute.

Tale progetto di legge si applica a tutti coloro che possono essere definiti esperti di opere d’arte. E’ importante evidenziare come siano esclusi dalla definizione di esperto, e dall’applicabilità della suindicata riforma, coloro (singoli esperti o fondazioni) che abbiano un qualsivoglia interesse economico sull’opera oggetto dell’expertise.

La riforma della legge sulle arti e sugli affari culturali ha già ottenuto il sostegno di importanti istituzioni museali e la sua entrata in vigore è prevista nel gennaio 2016. Anche in Italia sono auspicabili una riflessione e un intervento legislativo per tentare di fare chiarezza in questo delicato ambito. A tal fine l’esperienza americana potrebbe fornirci importanti spunti.

Avv. Lavinia Savini

Dott.ssa Maria Paola Pinna

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In occasione della BOLOGNA DESIGN WEEK 2015

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Convegno Nazionale UNGDCEC – Valore alla Cultura. La professione tra arte, business, creatività, start-up

congressoL’avv. Lavinia Savini – partner dello Studio Legale IDEAlex – che da anni si occupa delle tematiche inerenti al mondo dell’arte, interverrà al Convegno Nazionale Unione Giovani Dottori Commercialisti e Contabili, sul tema Valore alla Cultura. La professione tra arte, business, creatività, start-up, che si terrà a Mantova dal 1 al 3 ottobre 2015.
Per ulteriori informazioni sul programma:
http://www.convegno.mantova.ugdcec.it/content.aspx?content=programma

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Un ulteriore passo avanti nella tutela del design d’autore

Si segnala una importante sentenza del Tribunale di Milano – Sezione Specializzata in materia di Impresa – n. 7432 del 16 giugno 2015 (R.G. n. 53242/12), che ha disposto un risarcimento milionario, quasi 3.500.000 di euro, a favore della Flou s.p.a..

A dover corrispondere l’ingente somma di denaro all’azienda leader nel settore dell’arredamento, sarà una delle società del gruppo Mondo Convenienza in ragione della commercializzazione di copie non autorizzate del letto “Nathalie” disegnato da Vico Magistretti.

Nathalie "il capostipite dei letti tessili"- Design Vico Magistretti, 1978

Nathalie “il capostipite dei letti tessili”- Design Vico Magistretti, 1978

La pronuncia del tribunale milanese assume un particolare rilievo per due motivi.
Innanzitutto, rappresenta il chiaro segnale di una progressiva sensibilizzazione da parte dell’ordinamento italiano nel ravvisare il “valore artistico” di alcune opere dell’industrial design, ammettendone la tutela ai sensi dell’art. 2, comma 1, n. 10, della Legge Italiana sul Diritto d’Autore, a prescindere dalla sussistenza della tutela di diritto industriale. Il Tribunale ha riconosciuto il carattere creativo dell’opera di design stimandone il valore artistico sulla base della “[…] percezione dell’opera agli occhi del pubblico e degli ambienti più specializzati nel settore […]”.
Riconosce, poi, un risarcimento del danno per la violazione posta in essere molto elevato e non meramente simbolico, come solitamente avviene in Italia con le pronunce giurisprudenziali in materia.

È stato, invece, negato il riconoscimento del marchio di forma non registrato a norma dell’art. 9 del Codice della Proprietà Industriale.

Avv. Lavinia Savini

Dott. Antonio Gallo

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Associazione Italiana Archivi d’Artista (AitArt) and Comitato Fondazioni Italiane d’Arte Contemporanea

At the end of 2014, two new art institutions were established in Italy: and Associazione Italiana Archivi dArtista (AitArt) and Comitato Fondazioni Italiane dArte Contemporanea.
The main purposes of the new art institutions are promoting Italian contemporary art, preserving the prominent existing Italian artist’s archives and supporting the creation of new artist’s catalogues.

Associazione Italiana Archivi dArtista (AitArt) is the outcome of the union of the main Italian artist’s archives which have started a fight against the current practices developed in the art marketplace.
Indeed, international art transactions are characterized by uncertainty and considerable imprecision (due to accidental or intentional mistakes) in particular as regards the statements on the authenticity of artistic works.
Therefore, to prevent the circulation of counterfeited artistic works and to grant a major protection to authors’ and art purchasers’ rights, AitArt adopted a code of conduct whose observance is required to all its members. The compliance with code of conduct is not mandatory, but it is a necessary requirement in order to maintain the membership of AitArt.
Furthermore, in order to prevent the raise of any eventual legal dispute among artist’s archives on issues regarding the authenticity of artistic works, AitArt established an internal scientific committee qualified to release the certificates of authenticity of artistic works. According to what stated in the aforementioned code of conduct the opinions on the authenticity of artistic works released by the scientific committee will be made available to the public.
AitArt is also promoter of national and international art and cultural events.

Lavinia Savini and Hélène Dupin at the French-Italian Seminar on L'ART DANS TOUS SES ETATS – University of Bologna

Lavinia Savini and Hélène Dupin at the French-Italian Seminar on L’ART DANS TOUS SES ETATS – University of Bologna

Comitato Fondazioni Italiane dArte Contemporanea is the result of the concerted efforts of private and public institutions in order to support the development of Italian contemporary art all through the world.
Indeed, the idea to establish such a committee was born among the major Italian contemporary art institutions and it immediately met the favour of the Italian Ministry of Cultural Heritage.
Comitato intends to pursue its purposes supporting prominent artists and new talents granting them a major visibility also through the appropriate use of new technologies and favouring their integration in the international art scene through the creation of a network of national and international relationships among museums, art foundations, art galleries and exhibition centres.
The cooperation between private and public institutions did not end with the establishment of Comitato, but it still continues as confirmed by a new protocol for the promotion of Italian contemporary art signed by the President of Comitato and the Italian Minister of Cultural Heritage on the 10 June 2015.

Dott. Antonio Gallo

Studio IDEAlex

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Associazione Italiana Archivi d’Artista (AitArt) e Comitato Fondazioni Italiane d’Arte Contemporanea

Negli ultimi mesi dello scorso anno due nuovi enti privati hanno fatto la loro comparsa nel panorama artistico-culturale italiano: l’Associazione Italiana Archivi d’Artista (AitArt) e il Comitato Fondazioni Italiane d’Arte Contemporanea.
Il principale obiettivo dei neo costituiti enti consiste rispettivamente nella salvaguardia degli archivi d’artista già esistenti favorendone, al contempo, la creazione di nuovi e nel voler sostenere e incentivare lo sviluppo dell’arte contemporanea italiana.

L’Associazione Italiana Archivi d’Artista (AitArt) raggruppa in sé una pluralità di archivi d’artista, già esistenti ed accreditati, e si propone in primo luogo di rimediare alla mancanza di trasparenza che connota talvolta le pratiche comuni agli archivi d’artista (come il rilascio di attestazioni di paternità dell’opera, l’emissione di certificati di autenticità, aggiornamento dei cataloghi, etc.).
In risposta, dunque, alle sempre più impellenti esigenze di tutela e certezza nello svolgimento delle transazioni commerciali proprie del mercato globale dell’arte, l’AitArt non solo ha previsto la costituzione al proprio interno di un comitato scientifico per il rilascio delle autenticazioni, ma ha adottato anche un codice deontologico il cui rispetto non è obbligatorio, ma costituisce un requisito da soddisfare per conservare la qualifica di “archivio membro” dell’AitArt.

Lavinia Savini con Hélène Dupin al Seminario Franco Italiano su L'ART DANS TOUS SES ETATS – Università di Bologna

Lavinia Savini con Hélène Dupin al Seminario Franco Italiano su L’ART DANS TOUS SES ETATS – Università di Bologna

Il Comitato Fondazioni Italiane d’Arte Contemporanea è, invece, il risultato di un progetto di cooperazione tra alcune delle più importanti Fondazioni italiane d’arte contemporanea attive in Italia e ha ricevuto un immediato riscontro positivo da parte del Ministero dei Beni Culturali.
L’intento del Comitato è quello di voler favorire la diffusione dell’arte contemporanea supportando artisti affermati e giovani talenti garantendo loro una maggiore visibilità con un appropriato utilizzo delle nuove tecnologie, nonché attraverso la creazione di una fitta rete di collaborazioni, nazionali e internazionali, tra musei, fondazioni, gallerie e centri d’arte.
Sebbene la creazione del Comitato Fondazioni Italiane d’Arte Contemporanea rappresenti, un traguardo alquanto importante raggiunto grazie all’azione concertata di privati cittadini e dei rappresentanti delle istituzioni, la cooperazione tra enti privati e pubbliche istituzioni non si è però esaurita con la costituzione del Comitato.
In attuazione, infatti, del protocollo di intesa, firmato lo scorso 10 giugno, tra la presidente del Comitato e il Mibact si prospettano nuove iniziative e nuovi scenari che vedranno protagonista l’arte contemporanea Italiana anche all’estero.

Dott. Antonio Gallo

Studio IDEAlex

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Informativa e acquisizione del consenso per l’uso dei cookie

Gentilissimi,

considerata la particolare invasività che i cookie di profilazione (soprattutto quelli terze parti, ad esempio i social media) possono avere nell’ambito della sfera privata degli utenti, la normativa europea e italiana prevedono che l’utente debba essere adeguatamente informato sull’uso degli stessi ed esprimere il proprio valido consenso all’inserimento dei cookie sul suo terminale.

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In particolare, il 3 giugno 2015 era il termine ultimo per adeguarsi alle disposizioni contenute nel provvedimento Individuazione delle modalità semplificate per l’informativa e l’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie” dell’8 maggio 2014, con il quale il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha stabilito precise regole cui debbono adeguarsi i siti web pena gravi sanzioni pecuniarie (da un minimo di 6.000 a un massimo di 120.000 euro), ex art. 7 del provvedimento.

 Al riguardo, lo Studio IDEALex offre i seguenti servizi:

  • Redazione del contenuto che obbligatoriamente deve comparire sul banner;
  • Redazione dell’informativa  estesa sui cookie;
  • Controllo ed eventuale revisione delle vostre informative.

Per preventivi o informazioni non esitate a contattarci.

Cordiali saluti,

avv. Lavinia Savini

 

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Alcuni momenti della partecipazione di Lavinia Savini all’Art Verona Talk

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IDEALex YouTube Channel

Siamo lieti di informarVi che è nato il Canale Youtube dello Studio IDEALex. Visitatelo all’indirizzo youtube.com/user/idealexlaw per seguire eventi, convegni, talks e tutte le altre attività promosse da IDEALex.

We proudly inform you that the IDEALex YouTube Channel is now online. Visit it at youtube.com/user/idealexlaw and follow events, conferences, talks and all the activity promoted by IDEALex.

Idealex Channel

Idealex Channel

 

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17.7.2013 Bologna – Studio Idealex – il diritto di seguito per il mercato primario

mercoledì 17 luglio (ad ore 18.30): presso la sede di Bologna dello Studio Idealex – via Castiglione 43 – l’avvocato Lavinia Savini terrà un incontro dedicato a  Galleristi e Operatori del mercato dell’arte,  per parlare della questione relativa al pagamento del diritto di seguito per il “ mercato primario”.

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12.07.2013 ore 19.00 – Milano – Museo del Manifesto Cinematografico – mostra “Vampiri, Zombi e Lupi Mannari”

In occasione della mostra “Vampiri, Zombi e Lupi Mannari” che inaugurerà venerdì 12 luglio 2013 ore 19.00 presso il Museo del Manifesto Cinematografico (Via Gluck 45 – Milano) verrà esposto l’articolo intitolato “Vampiri in Tribunale – Dracula contro Nosferatu” dell’Avv. Sveva Antonini sull’interessante caso giudiziario di plagio dell’opera letteraria “Dracula” di Bram Stoker da parte del noto capolavoro cinematografico “Nosferatu” di F.W. Murnau.1012848_10151654822607221_1247585875_n

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HANATO CHIRURAN – VINCITORI DEL PREMIO PLANETROX

Dopo la tournee in Francia e in Germania (vincitori di Emergenza Festival 2011), i 7 concerti in Italia nel 2012, gli Hanato Chiruran, questa volta  vincitori del festival Planetrox, partiranno in settembre per il loro primo tour canadese.

Il gruppo di Tokyo, composto da Yumiho (voce e chitarra), Kokeshi (chitarra), Karuta (basso) e Daruma (batteria) si è costituito nel 2008 e il suo registro musicale è rappresentativo del japan-rock contemporaneo; dopo numerose collaborazioni anche con artisti hip-hop, il loro stile si è trasformato in un rock’n’roll eclettico dai “sapori” giapponesi.

Yumiho, interprete e autrice, ha composto oltre 60 brani per Hanato Chiruran di cui 11 prodotti nel loro primo Album nel 2008.
Hanno avuto numerosi successi in patria e all’estero fino ad aggiudicarsi il prestigioso primo premio al “Taubertal Festival” nel 2010, dove Karuta (basso) ha conseguito anche il primo premio come migliore bassista del Concorso internazionale. Hanno aperto il concerto dei Prodigy nel 2011.

JAPAN: Precioustone :preciuostone.m@gmail.com  –  www.precioustone.syncl.jp

EUROPE: Idealex: promozione@idealex.net – http://www.idealex.net

 

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10 luglio 2013 · 10:44

IDEALEX nuova collaborazione con il Giappone

Nuova collaborazione fra Idealex e lo Studio Legale Infotech Law Offices di Tokyo per la tutela della proprietà intellettuale in Italia e Giappone

http://www.itlaw.jp

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9.3.2013 – FASHION-LAW NIGHT – dalle ore 17.00 alle 20.30 Via de’ Pepoli, 1 – Bologna (adiacente a Piazza S. Stefano)

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Idealex, in occasione della Beauty in Vogue Night http://beautyinvoguenight2013.vogue.it/, che si terrà a Bologna il 9 marzo 2013, organizza un evento con lo scopo di sensibilizzare il pubblico sul tema della tutela della creatività in ambito fashion.

Idealex è uno studio legale specializzato in proprietà intellettuale, che opera attraverso un gruppo di professionisti in Italia e all’estero, per tutelare ma anche promuovere le creazioni intellettuali.

L’evento si muove dall’esperienza sul campo dell’avvocato Lavinia Savini, partner dello studio Idealex, attraverso la presentazione di alcuni case history di noti fashion brand (Paule ka,9.2 by Carlo Chionna, Caroline Abram, Streamcolors).

Il binomio tutela e promozione della creatività, mission dello studio Idealex, caratterizzerà anche l’evento organizzato per la Beauty in Vogue Night, che vedrà la presentazione delle opere grafiche realizzate dalla società Streamcolors per la sfilata Etro Uomo Primavera-Estate 2013.

I partecipanti potranno rivivere l’atmosfera della sfilata uomo Etro Primavera Estate 2013 che ha acceso i riflettori su un nuovo modo di intendere l’arte nella moda grazie alle nuove tecnologie. La sfilata, infatti, è stata concepita come un vero e proprio spettacolo di arte contemporanea durante il quale l’arte stilistica del colto e geniale Kean Etro si è trasformata nell’arte estratta tridimensionale dell’artista digitale e ideatore di Streamcolors, Giacomo Giannella. L’installazione mostrerà, attraverso alcuni video, le opere grafiche e il progetto creativo realizzato.

L’evento si terrà all’interno dello Spazio Menomale, una storica location bolognese, recentemente diventata luogo di incontri ed eventi culturali.

Nella notte del Fashion segui “diritto”.

More on:

http://beautyinvoguenight2013.vogue.it/

http://streamcolors.com/wp/collaborate/streamcolors-meets-etro/

 

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25/02/2013 – ore 18.00 presso la Libreria Trame (Via Goito, 3 BO) – Presentazione Progetto “COMMUNICATION BOXe”

250220131409Idealex insieme all’agenzia ComunicaMente partecipa alla presentazione del progetto Communication BOXe; qui di seguito il comunicato:

Nasce Communication BOXe: il nuovo progetto di comunicazione a basso costo per le giovani realtà produttive e culturali

Stai mettendo in piedi una piccola impresa o una startup? Fai parte di un’associazione culturale? Hai meno di 35 anni?

Allora Communication BOXe è la soluzione che fa per te: una nuova gamma di servizi di comunicazione e consulenza a basso costo dedicati alle giovani realtà che hanno grandi idee ma pochi mezzi a disposizione.

Otto pacchetti differenti, “confezionati” su misura per rispondere alle diverse esigenze: dall’ufficio stampa alla grafica, dalla comunicazione online al web 2.0, fino all’assistenza per la compilazione di bandi/permessi e alle consulenze legali (in collaborazione con Studio Idealex).

Dal 1 marzo al 1 maggio, inoltre, c’è una grande opportunità: il concorso ” TI SFIDIAMO > Un box per un’idea” che mette in palio, per la miglior idea imprenditoriale, culturale o creativa, l’utilizzo gratuito di un pacchetto Communication BOXe. Per partecipare è sufficiente scaricare il modulo di partecipazione disponibile online ed inviarlo compilato all’indirizzo mail info@comunicamente.it. Tra tutte le proposte arrivate un gruppo di esperti provenienti da diversi campi selezionerà le migliori, che si sfideranno in uno scontro diretto fino ad arrivare a decretare il vincitore.

Per saperne di più vai su www.comunicamente.it/sas

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Data: 18/02/2013 Alma Mater Bologna DAMS – Corso di Organizzazione ed Economia dello Spettacolo- Avv. Sveva Antonini

Introduzione alla legge sul diritto d’autore (dalle 17.00 alle 19.00) all’interno del corso tenuto dal Prof. Matteo Casari di “Organizzazione ed economia dello spettacolo”.

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Meeting annuale di ANAT & Spettacolo Associazione Nazionale Attività Televisive & Spettacolo

I giorni 23 e 24 gennaio 2013 si svolgerà a Riccione presso l’Hotel Mediterraneo – Riccione – Piazza Roma, 3 (Sala Congressi) il meeting annuale di ANAT & Spettacolo – Associazione Nazionale Attività Televisive & Spettacolo, con la nuova presidenza di Rolando D’Angeli.

Interverranno il vice-Presidente Gianni Mengoni, l’avvocato Sveva Antonini, esperta in materia di Spettacolo e autrice del Libro : “Manuale di Sopravvivenza per Musicisti” che si esprimerà sull’importanza della conoscenza tecnico giuridica da parte degli operatori nell’epoca della rivoluzione digitale. Proseguiranno  il dott. Antonio Pascuzzo , che parlerà delle soluzioni concrete per cambiare il mercato e invertire le tendenze. Il Sig. Canio Leone (impresario) interverrà sulla legge 81 – salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Infine, modererà il responsabile di comunicazione ANAT Paolo Cassiano, che interverrà inoltre sul tema dell’Accordo SIAE e sull’utilizzazione di portUP portale degli utilizzatori Professionali della SIAE.

Manuale sopravvivenza musicisti Antonini

 

Per comprare “Manuale di sopravvivenza per musicisti” di Sveva Antonini, clicca qui! 

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Mondo Web & diritto d’autore

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Il 24 Novembre si è svolto a Bologna il Workshop sul « Mondo Web & diritto d’autore », organizzato da Idealex presso l’associazione Menomale. Una giornata intensiva : dieci ore di interventi e discussioni su numerosi e importanti argomenti: tutela nel web, uso di immagini, video o musica, responsabilità civile e penale nel web e strategie di marketing attraverso youtube !

Alle 10 i partecipanti vengono accolti nella sala molto caratteristica dell’associazione Menomale, via de Pepoli a Bologna. Per Lavinia Savini, incontrarsi in un luogo accogliente e informale rispetta l’intento di organizzare un incontro piuttosto che un seminario. I partecipanti si presentono e espongono i propri dubbi in merito all’argomento del seminario: « Come gestire foto, musica sul web : chi è responsabile ? Gli artisti o il festival ? Si può proteggere le proprie idee su internet? Come fare a tutelare un marchio ? »

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Lavinia Savini presenta lo studio legale di Idealex, fondato da lei, dall’avv.  Sveva Antonini e dall’avv. Alessandro Valenti, e introduce il workshop spiegando innanzitutto il significato di termini giuridici ricorrenti :
« Per prima cosa vorrei precisare che parlando di « proprietà intelletuale » si comprende sia il diritto d’autore che il diritto industriale. È un errore dire che il web ha una regolamentazione diversa, o che non si riesce a disciplinare… Non è così : la normativa è sempre la stessa. ».
In seguito Lavinia Savini affronta la problematica relativa alla tutela della creazione : « La creazione funziona perché le idee girano liberamente intorno a noi : se così non fosse, l’intero sistema si bloccherebbe! Per questo è necessario attuare un’efficace tutela della creatività : questa però è possibile soltanto concretizzando le idee in veri e propri progetti, realizzando per esempio una puntata pilota per un format tv. »

Nel pomerigio interviene il Dr. Nicola Bellotti, rappresentante della società « Black Lemon », operante nei settori della comunicazione strategica e pubblicitaria. Introduce il suo discorso ricordando ai partecipanti che con l’avvenimento della crisi economica, il rapporto della gente con la pubblicità è cambiato : infatti la pubblicità è diventata sinonimo di invadenza, e non ha più l’efficacia di una volta. Nicola Bellotti presenta il concetto di « Inboud marketing » : « L’ obiettivo è fare in modo che sia l’utente a cercare l’azienda, non il contrario. Invece di assillare le persone con annunci televisivi, si possono creare video che potenziali clienti desiderino vedere o addirittura condividere con gli amici. » Per Nicola Bellotti infatti, bisogna offrire un momento di crescita, dare un’informazione in più, dare un consiglio…

Sveva Antonini conclude il pomeriggio affrontando il tema sempre più attuale relativo all’uso di Youtube : quali video si possono caricare ? Quali sono gli aspetti giuridici ? L’avvocato afferma innanzitutto che la maggior parte dei contenuti sono illegali, principalmente per la violazione dei diritti d’autore e di immagine. Infatti per quanto riguarda un video musicale, per esempio, è necessario che vi siano le autorizzazioni di tutti gli aventi diritto: autori e editori dei brani oggetto del video, produttori fonografici e artisti interpreti esecutori, nonché del produttore del video, se persona diversa dal produttore fonografico.  L’utente è  responsabile dei video caricati, come da contratto che l’utente stipula nel momento in cui apre un account su Youtube. L’avv. Antonini ha inoltre ricordato e illustrato l’accordo intercorso fra la Siae e la piattaforma Youtube per la corresponsione del diritto di comunicazione al pubblico delle opere  agli aventi diritto associati alla società di gestione collettiva italiana, nonché le ultime sentenze che hanno previsto la responsabilità dei provider per i contenuti illeciti immessi nella rete dagli utenti, nonché la relativa normativa italiana di cui al Dlgs.

 

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