Archivi categoria: Uncategorized

“Il mercato dell’arte contemporanea tra tutela e fiscalità” è il titolo del prossimo convegno al quale prenderà parte in qualità di relatrice l’avv. Lavinia Savini. L’evento, organizzato con il patrocinio del Comune di Bologna, si terrà l’11 aprile 2019 presso il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna.

Lascia un commento

18 marzo 2019 · 16:39

Vi segnaliamo l’articolo dell’Avv. Lavinia Savini sul confronto tra la regolamentazione del mercato dell’arte nell’ordinamento italiano ed in alcuni ordinamenti stranieri, uscito su Il Giornale dell’Arte di Marzo.

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

L’Avvocato Lavinia Savini è diventata responsabile, of counsel, di diritto della Proprietà Intellettuale di FPB – Studio Legale Ferrari Pedeferri Boni. L’inizio della collaborazione è stato ufficializzato con l’organizzazione dell’incontro “Design e Layout di interni, quale tutela?”, al quale ha preso parte anche la curatrice Federica Sala.

Lascia un commento

4 marzo 2019 · 12:08

E’ uscita su ArtEconomy24 de Il Sole 24 ORE l’intervista fatta all’Avv. Lavinia Savini sull’ultimo incontro del ciclo Arte e Diritto – Camera Arbitrale di Venezia sul tema della regolamentazione del mercato dell’arte negli ordinamenti esteri

Lascia un commento

30 gennaio 2019 · 13:00

XXV° vertice nazionale Antimafia sul tema “Investimenti Criminali Nelle Opere d’Arte”

L’ 1 dicembre di è tenuto a Firenze il XXV° vertice nazionale Antimafia sul tema “Investimenti Criminali Nelle Opere d’Arte”, ne hanno parlato: Dania Mondini (giornalista TG1), Claudio Loiodice (Criminologo esperto in riciclaggio internazionale), Nicola Candido (Colonello Comandante del Nucleo Operativo Carabinieri T.P.C.) , Claudio Metzger (Storico e consulente) , Lavinia Savini (Esperta in proprietà intellettuale) e il senatore Giuseppe Lumia (Presidente della commissione parlamentare Antimafia) ; sul tema vi segnaliamo anche gli articoli che sono usciti su Art Economy 24, de Il Sole 24 ore, sui falsi Modigliani e l’intervista a Lavinia Savini e Alessandra Donati sul tema delle “Autentiche quale libera manifestazione del pensiero”.

IMG_20181201_125852IMG_20181201_111549Articolo Pirelli

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

I rischi finanziari dietro l’arte “quotata” – da Il Sole 24 Ore

20181110-SOLE_SOLE-23-Plus-023-1

Lascia un commento

16 novembre 2018 · 18:33

Vi segnalo il prossimo incontro del progetto ideato con la camera Arbitrale di Venezia su “Vincoli e soprintendenze” che si terrà il 23 novembre presso il Palazzo Ducale, Salon del Piovego, San Marco 1, Venezia.

LOC 23 NOV

Lascia un commento

14 novembre 2018 · 17:10

Vi segnalo il prossimo incontro del progetto ideato con la camera Arbitrale di Venezia su “Privati, Istituzioni ed Imprese nell’Arte” che si terrà il 19 ottobre presso La Biennale di Venezia, a Palazzo Ca’ Giustinian, San Marco 1364/a, Venezia.

 

 

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

E’ iniziata con il numero di settembre la collaborazione tra Lavinia Savini e la rivista d’arte Kyoss: alla scoperta di tutte le questioni legali inerenti al mondo dell’arte…

Lavinia Kyoss-1

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

“Finanza e Fiscalità nell’Arte” il 21 settembre a Palazzo Franchetti, Venezia

Vi segnalo il prossimo incontro del progetto ideato con la camera Arbitrale di Venezia su “Finanza e Fiscalità nell’Arte” che verrà moderato dall’avvocato Lavinia Savini e si terrà il 21 settembre allo IED, Istituto Europeo di Design, con sede a Palazzo Franchetti, Venezia.37216425_1928537093869306_5168976282989363200_n

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

ARTE E CENSURA

Vi segnalo gli articoli usciti sul Corriere della Sera riguardanti un interessante caso che sto seguendo…

https://www.corriere.it/cronache/18_luglio_29/offesa-dipinto-nazista-airbnb-cancella-villa-bolognese-f8de9b92-92fa-11e8-8c02-559dd2886235.sht

ml

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Vi segnaliamo il prossimo incontro del progetto ideato con la camera Arbitrale di Venezia sulla “Art Restitution” che si terrà questo venerdì 22 giugno a Palazzo Fortuny.

Articolo Nuova Venezia

Lascia un commento

20 giugno 2018 · 16:48

La marque « la mafia se sienta a la mesa » contraire à l’ordre public. (article 7, paragraphe 1, lettre F du règlement 207/2009) [1]

En 2006, une société espagnole présente une demande d’enregistrement de la marque de restauration la Mafia se sienta a la mesa  auprès de l’EUIPO. Elle a été enregistrée le 20 décembre 2007.

En 2015, l’Italie demande à l’EUIPO de déclarer cette marque nulle au motif que celle-ci serait contraire à l’ordre public. Le 3 mars 2016, l’EUIPO accueille la demande.

Le 29 avril 2016, la société espagnole saisit le tribunal de l’Union pour faire annuler la décision.

La marque la Mafia se sienta a la mesa est-elle contraire à l’ordre public ?

La requérante se fonde sur un motif unique: la  violation de l’article  52, paragraphe 1 lettre a) du règlement 207/2009[2] lu avec l’article 7, paragraphe 1 lettre f).

Pour évaluer la contrariété à l’ordre public, la détermination du public de référence est faite par rapport à une personne raisonnable dotée de sensibilité et de tolérance normale et non selon le public auquel les produits de la chaine sont destinés.

Les signes de contrariété à l’ordre public ne sont pas les mêmes dans tous les pays, il faut prendre en compte les circonstances communes à tous les pays mais aussi celles propres à chaque pays.

Selon le tribunal de l’union, l’élément verbal « La Mafia » est dominant dans la marque contestée. Il fait référence à une organisation criminelle née en Italie, qui emploie l’intimidation et  la violence physique, et dont les activités (trafics d’armes, de drogues et corruption) revêtent un caractère supra national : activités qui violent les valeurs fondamentales de l’union européenne (respect de la dignité humaine, liberté) et  qui représentent une menace pour la sécurité de l’union.

Selon la requérante, les produits de la marque ont pour but de rappeler la saga Le Parrain ; élément non pris en compte par le tribunal de l’Union.

Les autres éléments de la marque, la rose et la phrase « se sienta a la mesa »[3], transmettent une image de convivialité, de partage, de détente et d’amour en contraste avec les activités de l’organisation.

La phrase minimise la menace de l’organisation criminelle et rend la marque offensive.

Une image positive de l’organisation criminelle est donnée.

Enfin, la requérante a indiqué que d’autres marques enregistrées en Italie contenant le mot Mafia n’étaient pas contraires à l’ordre public. Néanmoins, le juge de l’union n’a pas à examiner les enregistrements des autres pays membres puisqu’il existe un régime autonome des marques de l’union.

Pour conclure, la marque est déclarée nulle au motif qu’elle « est de nature à choquer ou offenser non seulement les victimes de cette organisation criminelle et leurs familles, mais également toute personne qui, sur le territoire de l’union, est mise en présence de la marque et possède des seuils moyens de sensibilité et de tolérance ».

M.lle Isaure Martin

[1] http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=200262&pageIndex=0&doclang=FR&mode=lst&dir=&occ=first&part=1&cid=43081 décision du 15 Mars 2018, T-1/17

[2] désormais article 59, paragraphe 1 lettre a) 2017/1001

[3] « s’assoit à table »

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Vi segnaliamo il secondo appuntamento di ARTE E DIRITTO che si terrà l’11 maggio a Venezia a Ca’Pesaro sul tema “Operatori del mercato dell’arte”.

Locandina 1

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Si è svolto venerdì a Venezia il primo dei 7 incontri di ARTE e DIRITTO. Hanno partecipato la Direttrice della Collezione Peggy Guggenheim, la responsabile del dipartimento Conservazione e Restauro di Open Care, l’avvocato Lavinia Savini e il collezionista Giorgio Fasol.

Lascia un commento

24 aprile 2018 · 18:07

Arte e Diritto a Venezia: Progetto internazionale realizzato dall’avvocato Lavinia Savini in collaborazione con la Camera Arbitrale di Venezia, con l’avvocato Fabio Moretti e il dottor Roberto Spada.

La Camera Arbitrale di Venezia organizza un ciclo di 7 incontri sul tema Arte e Diritto.

In considerazione della evidente vocazione della città di Venezia ad essere il luogo ideale ove trattare tematiche attinenti il mondo dell’arte e della cultura, questa iniziativa è nata in occasione dell’istituzione da parte della Camera Arbitrale di una sezione specializzata in arbitrati concernenti  controversie nazionali ed internazionali in materia di arte. Relatori saranno riconosciute personalità del mondo dell’arte (collezionisti, direttori di musei, imprenditori del settore, rappresentanti degli operatori del mercato dell’arte, giornalisti, e altri professionisti) e giuristi italiani e stranieri (notai, avvocati, docenti universitari), massimi esperti del settore.

I temi trattati e le date saranno:

  • Il collezionismo, 20/04/18;
  • Gli operatori del mercato, 11/05/18;
  • L’Art Restitution, 22/06/18;
  • Finanza e fiscalità nell’Arte, 21/09/18;
  • Privati, istituzioni ed imprese nell’arte 19/10/18;
  • Vincoli e soprintendenze, 23/11/18;
  • La regolamentazione del mercato: esempi di ordinamenti esteri, 18/01/19.

Gli incontri avranno luogo in sedi emblematiche per il loro collegamento con l’arte e note  per la loro straordinaria bellezza e  importanza storico – artistica tra cui: Scuola Grande di San Rocco, Museo Palazzo Fortuny, Fondazione La Biennale di Venezia, Palazzo Ducale e Ateneo Veneto.

I componenti del comitato scientifico ed organizzatore del progetto sono gli avvocati Patrizia Chiampan – Presidente della Camera Arbitrale di Venezia – Lavinia Savini, Fabio Moretti e il dott. Roberto Spada.

Approfondimenti sul sito della Camera Arbitrale di Venezia www.cameraarbitralevenezia.it

Lascia un commento

Archiviato in Partnerships, progetti, Uncategorized

Art and Law in Venice: the international project organized by lawyer Lavinia Savini in cooperation with the Arbitral Chamber of Venice, lawyer Fabio Moretti and accounting and fiscal expert Roberto Spada.

The Venice Arbitration Chamber (Camera Arbitrale di Venezia) is launching a series of meetings dedicated to ART AND LAW to take place in the most famous art city in the world. With the support of highly recognised experts the multi-faceted relationship between the art and various legal subjects will be examined and discussed with a practical approach: from art collections to market players, from art restitution to regulatory constraints, from finance to taxation.
The specific subjects and dates will be:
1) Art collections, April 20, 2018
2) Market Players, May 11, 2018
3) Art restitution, June 22, 2018
4) Finance and Taxation in Art, September 21, 2018
5) Public institutions and private players in the Art world, October 19, 2018
6) Regulatory constraints and superintendencies, November 23, 2018
7) Market regulations outside Italy , January 18, 2018

The meetings will take place from 3PM to 6PM in Venice, in various extraordinary art iconic locations.

For more information click here

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Art et Droit à Venise: Projet international réalisé par les avocats Lavinia Savini en collaboration avec la Chambre Arbitrale de Venise, Fabio Moretti et Roberto Spada.

La chambre arbitrale de Venise organise une série de 7 rencontres sur le thème Art et Droit.

Compte tenu de l’évidente vocation de la ville de Venise à être le lieu idéale pour aborder des thématiques relatives au monde de l’art et de la culture, la chambre arbitrale a créé une section spécialisée en matière d’arbitrage national et international en matière d’art.

Les intervenants seront des personnalités du monde de l’art (collectionneurs, directeurs de musées, entrepreneur , représentants des acteurs du marché de l’art, journalistes et autres professionnels) et des juristes italiens et étrangers experts du monde de l’art (notaires, avocats, professeurs d’université).

Les thèmes abordés ainsi que les dates des rencontres sont les suivants :

  • La collection : 20/04/18
  • Les acteurs du marché de l’art : 11/05/18
  • L’Art Restitution : 22/06/18
  • Finance et fiscalité dans l’Art : 21/09/18
  • Privés, institutions et entreprise dans l’Art :19/10/18
  • Les obligations et les institutions : 23/11/18
  • La règlementation du marché : exemples de législations étrangères : 18/01/19

 

Ces rencontres se dérouleront dans des lieux emblématiques  connus pour leur extraordinaire beauté ainsi que leur importance historique et artistique parmi lesquels : Scuola Grande di San Rocco, Musée Palazzo Fortuny, Fondation La Biennale di Venezia, Palazzo Ducale et  Ateneo Veneto.

 

Les membres du comité scientifiques et les organisateurs du projet sont les avocats Patrizia Chiampan – Présidente de la chambre arbitrale de Venise- Lavinia Savini, Fabio Moretti et  Roberto Spada.

 

Plus d’informations sur le site de la Chambre Arbitrale de Venise www.cameraarbitralevenezia.it

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Jeff Koons tra plagio ed appropriative art

Ammonta a ben 24.000 euro la somma dovuta da Jeff Koons agli eredi del noto fotografo di nudo francese, Jean-François Bauret , scomparso nel 2014. Entità cospicua alla quale, come se non bastasse, andrà aggiunta la bellezza di altrettanti 20.000 euro di spese legali. Tale è stato il responso del Tribunal de Grande Instance di Parigi, che con una recente sentenza datata 9 marzo 2017 ha chiuso definitivamente le quinte sulla curiosa querelle. Il motivo? Quel che più di frequente può accadere in campo artistico: l’andare a superare quel sottile limbo che separa la semplice ispirazione dal vero e proprio plagio, beccandosi in tal modo l’accusa di  “scopiazzatura”. E a quanto pare, stavolta a farsi pietra dello scandalo è stato il celeberrimo artista del kitsch Jeff Koons, cui i discendenti del fotografo hanno puntato il dito contro per aver realizzato nel 1988 una scultura in porcellana, battezzata Naked, che sembra rifarsi – anche a giudizio del Tribunal – in maniera quasi pedissequa alla fotografia Enfants, scattata nel 1970 da Bauret. Trattandosi infatti di opere pressoché identiche, i giudici hanno bollato il caso come plagio. L’artista newyorkese, che oramai da anni vanta una posizione di spicco nell’iperuranio dei grandi dell’arte neo-pop, è stato condannato a sborsare circa 45.000 euro totali a favore della vedova Bauret e parenti. Va tuttavia precisato che l’opera stessa è stata venduta per la (non modica) cifra di 8 milioni di euro, e che il Tribunal ha affiancato a Koons un condebitore per il pagamento del risarcimento del danno: il Centre Pompidou di Parigi. Quest’ultimo si è fatto reo di aver permesso la circolazione della scultura, seppur soltanto attraverso delle immagini. Nella sentenza del Tribunal si legge a chiare lettere che la fotografia di Bauret presenta “un’atmosfera […] che rivela l’impronta della personalità dell’autore”, giudicata meritevole di tutela ai sensi del diritto d’autore. L’imitazione, del tutto priva di consenso, dell’immagine dei due ragazzini, ben può essere considerata un’ipotesi d’inosservanza delle norme in materia di diritto d’autore, le quali vincolano la realizzazione di opere c.d. derivate all’autorizzazione dell’autore originario. Tale principio viene sancito con forza anche dal nostro Legislatore, laddove all’articolo 4 della Legge sul diritto d’autore (legge n. 633 del 1941) chiarisce che sì, va tutelata l’opera c.d. derivata – da definirsi questa come “elaborazione di carattere creativo dell’opera stessa” – ma senza che ciò arrechi pregiudizio ai diritti dell’autore originario. Al successivo art. 18, poi, prevede un diritto esclusivo di elaborazione in capo all’autore, comprendente questo tutte le forme di modificazione, di elaborazione e di trasformazione dell’opera previste dall’anzidetto art. 4, comportando ciò il bisogno del consenso dell’artista dell’opera originaria, ad ogni successiva “elaborazione creativa” che derivi dall’opera, realizzata da un altro artista. Con la conseguenza che l’opera derivata può godere di un’autonoma tutela prevista dal diritto d’autore, in quanto appunto elaborazione creativa, ma ciò sempreché sia stata autorizzata dall’autore originario. Tendenza della legge e della giurisprudenza (sia dentro che fuori i confini nazionali) è pertanto quella di riconoscere spazio e merito alla c.d. appropriative art, quale genere artistico in voga consistente in “opere artistiche che reinterpretano immagini preesistenti tratte dall’arte e dalla cultura di massa, cambiandone il significato” (così il Tribunale di Milano, nell’ordinanza del 13 luglio 2011, contestualmente alla disputa John Baldessari c. Giacometti). Tutto ciò a patto che, comunque, non vengano lesi i diritti di coloro che per primi hanno avuto il guizzo artistico (i quali, per uno scherzo beffardo del destino, magari in vita propria hanno avuto anche un successo decisamente inferiore rispetto ai loro futuri imitatori: il caso Bauret-Koons ne è un lapalissiano esempio). Similmente in passato, in un caso che nel 1992 ha visto di nuovo coinvolto il celebre artista in questione: con la scultura tridimensionale String of puppies egli ha sostanzialmente copiato una fotografia già in essere, scattata nel 1980 dal professionista Art Rogers, apportando alla stessa modifiche assai esigue. La Corte statunitense ha rilevato “una sostanziale somiglianza” tra le due opere, etichettando la scultura lignea come plagio. In quella circostanza, come del resto in questa più recente, i giudici hanno rifiutato l’argomento della parodia, addotto da Koons in entrambe le occasioni a propria difesa, in quanto nei casi di specie non può parlarsi di parody: quest’ultima presuppone, difatti, una consapevolezza da parte del pubblico dell’esistenza dell’opera originale, nonché un chiaro intento parodico che sia rivolto all’artista originario.

Dott.ssa Giulia Campioni

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Koons-Vuitton: se la moda s’imbeve d’arte classica, il diritto d’autore spira.

Ci sono diverse occasioni in cui moda ed arte vanno a braccetto, divenendo un tutt’uno: questo certamente accade quando la moda va ad attingere da arti che rimandano a tempi remoti. Si tratta del caso di un recente sodalizio, noto a tutti gli avvezzi di “fashion-tendenze”: quello tra l’artista newyorkese Jeff Koons e il brand di vaglia globale Louis Vuitton. Un matrimonio stilistico e professionale le cui creazioni hanno debuttato nelle boutique lo scorso 28 aprile. Ai palati più raffinati non sarà certamente sfuggito il gusto volutamente kitsch delle borse in questione: tali proposte reinterpretano in chiave neo-pop le tele dei grandi maestri dell’arte antica, da Van Gogh a Da Vinci, con quella nota spiccata di kitsch che fa da leitmotiv in molti lavori di Koons.

Insomma: sfruttare le opere che sin da giovani vengono studiate sui banchi di scuola così da plasmare una nuova linea che interpreti un cattivo gusto graffiante ed irriverente, al quale l’artista della Big Apple negli anni ci ha abituati, volto a provocare la società del consumo e più in generale la banalità della vita moderna. Sembra essere questo l’obiettivo della collezione Maestri. Ma passando al vaglio un punto di vista più strettamente giuridico, verrebbe da chiedersi: è legittimo un simile utilizzo di opere d’arte classica senza che vengano violati i diritti dei rispettivi autori? Parlando dei loro diritti patrimoniali, possono dirsi certamente spirati i termini di validità degli stessi. Tale considerazione riposa pacificamente sulla legge a protezione del diritto d’autore (legge n. 633 del 1941), laddove all’art. 25 prevede un periodo di tutela dei diritti di utilizzazione economica dell’opera corrispondente alla durata della vita dell’autore, più 70 anni dalla sua morte: termini che, per quanto concerne i grandi geni dell’arte antica, possono senz’altro dirsi spirati. Difatti, ai sensi della medesima legge, viene riconosciuto al padre dell’opera un vero e proprio diritto esclusivo di pubblicarla e di utilizzarla economicamente, in ogni forma e modo, originale o derivato (art.12). Nello specifico, poi, la legge giunge a precisare che il diritto esclusivo di riprodurre ha per oggetto proprio la moltiplicazione in copie, diretta od indiretta, temporanea o permanente, in tutto o in parte dell’opera, in qualunque modo o forma: copiatura a mano, stampa, litografia, incisione, litografia, fotografia… Sono soltanto alcuni dei possibili procedimenti di riproduzione (art.13). Come specificato, comunque, le disposizioni della LDA concernenti i termini di validità dei diritti patrimoniali valgono a dare il “via libera” alla produzione in questione.

Infine, una nota di colore: l’icona neo-pop, celebre per i coniglietti gonfiabili e le statue-bomboniere di porcellana, si è permesso addirittura lo sfarzo di firmare con le proprie iniziali le i-bag vuittoniane, intrecciate con l’inconfondibile marchio di fabbrica LV. Quasi a voler certificare l’unione indissolubile (per la circostanza) tra moda e arte.

Dott.ssa Giulia Campioni

Lascia un commento

Archiviato in progetti, Uncategorized

Investimenti in arte: cercasi esperti legali di opere – Intervista a Lavinia Savini su Italia Oggi

img-articolo

Lascia un commento

21 febbraio 2017 · 10:20

Premiazione del vincitore del concorso “Una Extraordinaria Seduta”

L’avvocato Lavinia Savini, quale membro della giuria e legale del concorso “Una Extraordinaria Seduta!“, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Bologna, ha partecipato, venerdì 27 gennaio 2017, alla cerimonia di premiazione del vincitore del bando.

Il concorso è stato promosso dall’Associazione Promnibus e dall’Ordine degli Architetti, con il patrocinio del Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C. e ADI (Associazione per il Disegno Industriale) e la collaborazione del corso di Laurea di Design del Prodotto Industriale presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna.

 

sgeag4d

 

wlz6cls

 

kjsmpfu

 

 

 

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Talk: MINIMUM, il valore del made in Italy. L’artista Ivana Spinelli ne parla con Lavinia Savini e altre interessanti voci

Lavinia Savini parteciperà, sabato 14 gennaio, presso la GALLLERIAPIU di Bologna in via del Porto 48 a/b, a un incontro a più voci che interpretano, da prospettive diverse, le tematiche affrontate dall’artista Ivana Spinelli con il suo progetto artistico MINIMUM, ivi esposto.

ivana-spinelli-la-zattera-salario-minimo-contro-livello-di-poverta-480x480

MINIMUM effettua, attraverso la traduzione, uno scambio linguistico e un viaggio dove le leggi sul salario minimo di otto, tra i paesi che maggiormente concorrono a produrre il Made in Italy, si confrontano con la legge italiana. Il progetto si sofferma sul settore del tessile (moda come produzione di oggetti e di immaginario) per mettere in campo un dialogo, attraverso le leggi vigenti sul salario minimo, tra paesi che propongono il brand (l’immaginario) e paesi che realizzano la confezione o manifattura (in tutto o in parte). Un dialogo che esiste e si trasforma continuamente, nella forma più evidente come scambio di merci e affari, ma anche, e più fortemente, in questo scambio di visioni.

Al talk con l’artista Ivana Spinelli contribuiscono:

  • Silvana Borutti, professore ordinario al Dipartimento di Studi Umanistici – Sez. di Filosofia dell’Università di Pavia, già autrice di uno dei testi presenti nel libro d’artista MINIMUM di Ivana Spinelli, affronterà il tema della traduzione come incontro delle differenze e come chiave di lettura del lavoro artistico.
  • Lavinia Savini, avvocato partner dello studio legale IDEALex specializzata in proprietà intellettuale, affronterà il tema della tutela e del valore del Made in Italy.
  • Paolo Bertuzzi, presidente di Hettabretz, leader nel settore della pelletteria italiana, parlerà del dna del Made In Italy nel mondo del Fashion di lusso.

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

2000-2016: RIEPILOGO CONVEGNI E DOCENZE

 

lavi-foto

Ecco un breve excursus sui principali convegni e docenze svolti dall’avvocato Lavinia Savini ad oggi.

Per l’elenco completo ecco il link al documento pdf: eventi-lavinia-2000-2016

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

CTR Toscana a favore del collezionista, esclusa la tassabilità della plusvalenza derivante dalla compravendita di oggetti d’arte.

Si segnala una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Toscana (Sentenza n. 826/31 del 9 maggio 2016) sulla dibattuta, e importantissima questione, relativa alla qualificazione, ai fini tributari, dell’attività di compravendita di beni d’arte o di antiquariato svolta da un collezionista.

La Commissione, correttamente ad avviso della scrivente, ribadisce, ancora una volta, la distinzione tra chi esercita un’attività commerciale avente ad oggetto “oggetti d’arte” e chi compravende “oggetti d’arte” per mero collezionismo. Finendo per escludere, nel caso di specie, la finalità commerciale del contribuente/collezionista che aveva subito l’accertamento fiscale.

Il caso di specie riguardava la vendita on line di bottiglie mignon di liquori d’antiquariato da parte di un collezionista, per cui  gli era stato notificato avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate di Lucca per il recupero delle minori imposte versate IRPEF, IVA, IRAP e contributi INPS – emesso a seguito di processo verbale della Guardia di Finanza di Lucca – che gli contestava l’esistenza, di fatto, di un’attività di impresa.

La Commissione Tributaria Regionale della Toscana, si è espressa  evidenziando  come la qualifica di mercante d’arte si possa desumere dalle finalità commerciali e speculative che tipicamente gli appartengono dovendosi, invece, intende per mero collezionista l’appassionato di un determinato bene che, per proprio diletto, attiva una serie di scambi finalizzati esclusivamente all’arricchimento della propria collezione e all’appagamento personale.

Il collezionista, dunque, rimane tale finché non assume, di fatto, le caratteristiche dell’imprenditore abituale, fattispecie che i giudici non ritengono realizzata nel caso di specie, ove l’attività del ricorrente si era limitata a  un numero esiguo di operazioni.

I giudici della Commissione Tributaria analizzando la vicenda evidenziano come si tratti di un particolare settore del “mondo degli scambi” avente ad oggetto quadri e altre opere d’arte, mobili e oggetti d’antiquariato, gioielli antichi, auto d’epoca, francobolli da collezione, libri antichi, e tanti altri beni, la cui commercializzazione è fortemente incrementata dall’avvento di  piattaforme di vendita e scambio, quali e-bay.

Si rileva che, in tale settore, risulta non di facile soluzione il confine tra il “collezionista” e il “mercante d’arte”. La distinzione delle predette figure è fondamentale ai fini tributari e comporta una non facile individuazione, da effettuare in concreto, tra chi compravende uno dei citati beni per fini speculativi e l’amatore che compra un’opera per sé stesso e successivamente la rivende guadagnandoci, senza aver avuto, però, come obbiettivo principale il guadagno.

 Conclusivamente, si può affermare che la compravendita di oggetti d’arte generi plusvalore soggetto a tassazione solo qualora venga realizzata in via professionale ed abituale e che la regolarità, sistematicità e ripetitività delle operazioni di compravendita ne sono certamente un chiaro segnale.

 

Avv. Lavinia Savini

 

opera di Gabriele Corni

opera di Gabriele Corni

 

The Regional Tax Commission of Tuscany supports favourable tax treatment for collectors: capital gains generated by the buying and selling of art objects cannot be subject to tax

 

Please note a recent sentence from the Regional Tax Commission of Tuscany (sentence number 826/31 of 9 May 2016) on the debated, and important issue, related to the qualification, for tax purposes, of a collector to buy and sell art goods and antiques.

The Commission, correctly in the opinion of the writer, reiterates, once more, the distinction between someone who is running a commercial business that deals with “art objects” and someone who buys and sells “art objects” merely as part of a collection. It ends by ruling out, in the present case, the commercial purpose of the taxpayer/collector who was subject to the tax assessment.

The present case concerned the on-line sale of antique miniature liquor bottles by the collector, who was served a notice of an assessment by the Italian revenue authorities (Agenzia delle Entrate) in Lucca in order to recoup unpaid personal income taxes, as it was claimed that he was, in fact, running a business.

The Regional Tax Commission of Tuscany highlighted that the qualification of an art dealer can be inferred by the commercial and speculative endeavors that they typically engage in, while on the other hand, a collector is who is merely fond of works of art, and, for their own pleasure, engages in a series of exchanges whose aim is solely the enrichment of the collection and their personal satisfaction.

A collector, therefore, remains such until they adopt, in fact, the characteristics of an entrepreneur. The judges have not considered these characteristics to be met in the present case, where the activities of the claimant are limited to a small number of operations.

The judges of the Tax Commission, in their analysis of the events, point out that all this has to do with a particular area in “the trading world” which deals with paintings and other works of art, furniture and antiques, antique jewelry, vintage cars, collector’s stamps, antique books, and many other goods, whose commercialization has increased greatly since the advent of selling and trading platforms, such as eBay.

It should be noted that, in such a sector, it is difficult to find the line that separates a “collector” from an “art dealer.” This distinction between the two is however fundamental for tax purposes and calls for efforts to establish in concrete terms those who buy and sell these goods for speculative purposes and those amateurs who buy a work of art for themselves and later resell it at a profit, without having had such profit as their main objective.

In conclusion, it can be stated that the buying and selling of art objects generates capital gains which are subject to tax only when done in a professional and habitual manner and that regular, systematic, and repetitive buying and selling may well be a clear signal of this. This tax treatment, favorable to the collector, is a positive feature of the Italian system compared to other European countries.

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Ezio Bosso e lo sgabello Dodici

eziobosso

In occasione della Bologna Design Week, all’ex Ospedale dei Bastardini, sabato 1 Ottobre, è stato presentato al pubblico lo “SgabelloDodici” e il concorso “Una extraordinaria seduta”. La giuria era composta dall’ Avvocato Lavinia Savini – che si è occupata della redazione del bando – e dagli architetti Alessandro Marata, Pier Giorgio Giannelli e Simone Gheduzzi.

Il progetto, seguito con minuziosità e interesse per la causa, da Lavinia Savini e dall’ordine degli architetti, ha riscosso molta approvazione, soprattutto per l’originalità del bando unita alla sua utilità.

“Sgabello Dodici” è il risultato dinamico della collaborazione fra Ezio Bosso e il suo amico architetto Simone Gheduzzi di Diverserighe.

Presentato all’ex Ospedale dei Bastardini sabato 1 Ottobre, in occasione della Bologna Design Week, “Sgabello Dodici” è un pezzo unico, alto 80 centimetri, che consente al compositore di basculare secondo le esigenze melodiche, grazie alla mancanza di gambe laterali e alla “presenza” di un vuoto proprio sotto la seduta.

Lo sgabello per un musicista è fondamentale e Dodici rispetta tutte le caratteristiche che questo deve avere per diventare fedele alleato. «Le sedie per i musicisti in generale non sono facili e tantomeno per i pianisti, figuriamoci per me che non sono campione del mondo di salute», confida ironicamente Ezio.

«Abbiamo dato molta attenzione anche alla relazione intrinseca che c’è fra lo strumento, il pianoforte, e il non-strumento che non può comunque con le sue linee prendere il sopravvento. E poi funzionalità e flessibilità dell’oggetto.”

Dopo il grande successo di San Remo, la sua tournée e il suo breve periodo di riposo, a metà Ottobre ritroveremo il grande artista al teatro La Fenice di Venezia…naturalmente seduto su Dodici!

eziobosso2

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

“Una extraordinaria seduta!”

logo-bdw2016

 

Sabato 1 Ottobre a partire dalle ore 16 siete invitati a partecipare alla prima edizione del concorso “Una extraordinaria seduta!”.

I promotori, l’ Associazione Promnibus e Ordine degli Architetti presenteranno gli obiettivi e le modalità di partecipazione negli spazi dell’Ex Ospedale Bastardini, nell’ambito degli eventi di Bologna Design Week 2016.

Il concorso  nasce dalla volontà di promuovere la progettazione e la produzione di oggetti davvero extra-ordinari.

La partecipazione al concorso ha come obiettivo la realizzazione di una seduta, adatta ad una vasta utenza, anche quella con reali difficoltà motorie,  che superi tutte le barriere e i canoni esistenziali al fine di raggiungere una vera bellezza tutta da condividere (anche comodamente!).

Il patrocinio è del Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC).

 

Presentano il progetto:

-Arch. Alessandro Marata – Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori , Paesaggisti e Conservatori

 

-Arch. Pier Giorgio Giannelli – Ordine degli Architetti, Pianificatori , Paesaggisti e Conservatori di Bologna

 

-Arch. Simone Gheduzzi – Associazione Promnibus

 

-Avv. Lavinia Savini – Avvocato specializzato in proprietà intellettuale

 

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

FESTA VOLONTASSOCIATE 18 Settembre 2016 GIARDINI MARGHERITA DI BOLOGNA

locandina_18settembre2016_a4

Lascia un commento

16 settembre 2016 · 10:06

IDEAlex ospita il concerto teatrale del Trio Tsatsalì

Stasera, a partire dalle ore 21.30, IDEAlex è lieto di aprire le sue porte al Trio Tsatsalì (composto da Simona Boni: cantante – danzatrice; Karine Louis: cantante lirica; Anouk Sébert: cantante – attrice) che metterà in scena un concerto teatrale ricco di humor, poesia, danza e narrazione.

 Un’anteprima del loro spettacolo è visibile su: www.youtube.com/watch?v=AspTDi-9WWI

Dossier Informativo + Scheda Tecnica

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Lavinia Savini parla di diritti d’autore nel design presso l’accademia delle belle arti di Bologna

Domani – giovedì 26 maggio –  presso le aule dell’accademia delle belle arti di Bologna, avrà luogo  il primo di otto incontri riguardanti il design.  L’avvocato Lavinia Savini inaugurerà il ciclo di lezioni con un approfondimento relativo al “diritto d’autore nel design”.

 

lezione accademia delle belle arti

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized