Archivi tag: design

Talk:“Il copyright per il Layout di Interni”

In occasione di Bologna Design Week 2019, l’Avvocato Lavinia Savini of counseling dello Studio Legale FPB presenterà un nuovo evento su: “IL COPYRIGHT PER IL LAYOUT DI INTERNI” Un aggiornamento sulla possibile protezione del Layout di Interni alla luce dei nuovi orientamenti in materia.

1

L’appuntamento, organizzato e promosso da Susanna Maria Mandelli, INSIDESIGN STUDIOSTORE, è in programma per giovedì 26 settembre 2019 alle ore 20.30, Ex chiesa di Santa Maria della Neve, Vicolo della Neve 5, Bologna.

Lascia un commento

Archiviato in Fiere, Partnerships, progetti, Talk

Layout d’interni, quale tutela?

Si è di recente tenuto a Milano un incontro tra l’avv. Lavinia Savini e la curatrice e consulente di design Federica Sala, promosso dallo studio legale FPB Legal, sull’ancora poco conosciuto tema della tutela del Layout d’interni.
E’ emerso come nell’ordinamento italiano manchi un’espressa previsione di legge che riconosca al Layout d’interni una tutela specifica ai sensi della Legge sul Diritto d’Autore (l.d.a.). Sino ad oggi l’unica forma di protezione, in rari casi, riconosciutagli è stata quella di diritto industriale. Riconoscere la tutela di diritto d’autore all’architettura d’interni offre notevoli vantaggi rispetto alla tutela di diritto industriale. Viene, infatti, garantita una maggiore durata di protezione per la creazione (fino a 70 anni dalla morte del suo autore) senza, però, la necessità di compiere alcuna formalità.

Quando si parla di layout d’interni si intende un’attività di progettazione – improntata alla realizzazione di una composizione unitaria – consistente nella scelta di mobili, complementi d’arredo ed eventuali elementi architettonici, e nella loro collocazione in un determinato ambiente.
Attualmente la legge prevede diverse forme di protezione per i singoli elementi di una composizione. Qualora ne ricorrano i presupposti, infatti, sono tutelabili quali opere d’arte e di  design o quali disegni e modelli dell’industrial design.
Nel passato la giurisprudenza ha ammesso, con un approccio alquanto restrittivo, la tutela di diritto d’autore del layout d’interni soltanto nei casi in cui l’arredo fosse incorporato in maniera inscindibile all’edificio, caratterizzandolo in maniera inconfondibile, si da poter applicare la tutela propria delle opere e progetti d’architettura, di cui all’art. 2 lett. n. 5 della l.d.a (come è avvenuto, per esempio, in molte progettazioni fatte da Carlo Scarpa).

Si sta verificando, fortunatamente, un cambio di tendenza a livello internazionale volto ad un sempre maggiore riconoscimento del valore creativo ed autoriale del layout d’interni, confermato in Italia da due recenti pronunce giurisprudenziali altamente innovative. Trattasi del recente caso che ha visto contrapposti i noti rivenditori di cosmetici KIKO e WYCON (sentenza del Trib. Milano n. 11416 del 13.1.2015, confermata dalla Corte App. Milano n. 1543 del 26.3.2018). Le sentenze indicate sono state le prime a varcare la soglia di una nuova frontiera del diritto, ammettendo la tutelabilità della creazione di un arredo d’interni ai sensi della normativa sul diritto d’autore. Il collegio giudicante ha statuito che la combinazione e la conformazione complessiva degli elementi che integrano il progetto di arredamento dei negozi KIKO (contesto stilistico minimalista, caratterizzato da simmetrie e linee essenziali) fosse dotato dei presupposti di creatività e novità necessari per godere della tutela di diritto d’autore -sempre attraverso un’equiparazione alle opere dell’architettura – ed ha conseguentemente dichiarato violati i relativi diritti ad opera della concorrente.
Si rileva come la valutazione del carattere creativo del layout d’interni sia stata effettuata in considerazione del risultato complessivo conseguito ed il livello di creatività richiesto è minimale – come avviene per le altre opere dell’ingegno – non essendo necessario che le idee poste alla base del progetto di allestimento siano particolarmente complesse ed elaborate.
Il tema oggetto dell’incontro è stato trattato anche da un punto di vista comparatistico. In particolare, sono stati posti a confronto con l’ordinamento nazionale l’ordinamento francese e quello statunitense.
Per quanto riguarda la Francia, è emerso che la situazione è molto simile a quella italiana: vi sono state poche sentenze in materia e si va verso un espresso riconoscimento della tutela di diritto d’autore del layout di interni (con una maggiore sensibilità verso il riconoscimento di siffatta tutela anche alla disposizione di spazi esterni, come i giardini).
Anche in Francia è stato riconosciuto meritevole di tutela autoriale il layout dei negozi KIKO, con decisione del Tribunal de Grande Instance de Lille (del 21 maggio 2015, confermata in secondo grado dalla sentenza della Cour d’Appel de Douai). Nel caso francese, che ha visto coinvolti KIKO France e Folies Douces, analogamente a quanto accaduto in Italia, i Giudici hanno ritenuto che la creatività caratterizzante la combinazione originale di forme e colori dei negozi KIKO fosse connotata da una valenza estetica tale da esprimerne la personalità dell’autore.
Infine, si è portato come interessante esempio il sistema statunitense, che riconosce oramai da tempo al layout degli spazi commerciali una tutela di diritto industriale, attraverso l’istituto di elaborazione giurisprudenziale del trade dress. Tale istituto ha come fine quello di proteggere l’estetica di un determinato prodotto o il layout delle attività commerciali, che siano idonei a trasmettere all’osservatore chiare informazioni in ordine alla provenienza di prodotti e servizi. Affinché il trade dress possa essere considerato meritevole di tutela occorre che non sia dettato da esigenze funzionali, abbia acquisito il cosiddetto “secondary meaning” e sia dotato di distintività.

Conclusivamente si può affermare come vi sia sempre più l’esigenza di trovare un modo per tutelare il lavoro dei creativi, come emerso anche dall’intervento svolto dalla curatrice, soprattutto quando non si tratta della creazione di opere d’arte o di design, la cui tutela è oramai pacificamente riconosciuta dalla legge, ma quando si tratta della creazione di ambienti e di “atmosfere”. In tale caso, più che mai, è molto importante provvedere contrattualmente ad una corretta qualificazione della natura dell’opera creata, o commissionata, e dell’eventuale estensione dei diritti d’autore ceduti.

Lavinia Savini

Avvocato

Lascia un commento

Archiviato in Pubblicazioni, Sentenze

L’Avvocato Lavinia Savini è diventata responsabile, of counsel, di diritto della Proprietà Intellettuale di FPB – Studio Legale Ferrari Pedeferri Boni. L’inizio della collaborazione è stato ufficializzato con l’organizzazione dell’incontro “Design e Layout di interni, quale tutela?”, al quale ha preso parte anche la curatrice Federica Sala.

Lascia un commento

4 marzo 2019 · 12:08

In occasione della BOLOGNA DESIGN WEEK 2015

Lascia un commento

Archiviato in Fiere, Mostre, Partnerships, Seminari

A further step forward in protecting design products as authorial works

This time we would focus on the recent judgement n. 7432 of June 16th, 2015, of the Court of Milan.

The Court sentenced some of the Mondo Covenienza group subsidiary companies to pay about to 3.500.000 euros in favour of Flou s.p.a. as compensation for damages.

The reason why the aforementioned companies have been condemned to the payment of a such huge amount regards the commercialization of unauthorized copies of “Nathalie”, “the parent of all texile beds” (as reported on Flou official website) designed by Vico Magistretti in 1978.

Nathalie "the parent of all texile beds"- Vico Magistretti Design, 1978

Nathalie “the parent of all texile beds”- Vico Magistretti Design, 1978

The relevance of the judgment is due to two main reasons.

The first one is the recognition by the Court of Milan of design products as authorial works. Indeed, according to art. 2.1, n. 10 of the Italian L.D.A. (Legge Italiana sul Diritto d’Autore, n. 633/1941) the Court admitted the abstract protection of the texile bed – a large scale product – irrespective of whether it was a registered model or not.

Furthermore, the Court acknowledged the creative nature and the artistic value of “Nathalie” and it also stated that the artistic value of a design product must be considered focusing on the public perception of the design product and on the design experts’ opinion.

The second reason regards the fact that the huge compensation quantified by the Court is not merely symbolic, as it usually happens in similar cases, but it had been commensurated to the effective damages suffered by Flou in terms of sales lost and damages to the company image.

Finally, the Court denied the protection of the shape of the texile bed as non registered trademark according to art. 9 of Italian Intellectual Property Code.

Avv. Lavinia Savini

Dott. Antonio Gallo

Lascia un commento

Archiviato in Sentenze

Un ulteriore passo avanti nella tutela del design d’autore

Si segnala una importante sentenza del Tribunale di Milano – Sezione Specializzata in materia di Impresa – n. 7432 del 16 giugno 2015 (R.G. n. 53242/12), che ha disposto un risarcimento milionario, quasi 3.500.000 di euro, a favore della Flou s.p.a..

A dover corrispondere l’ingente somma di denaro all’azienda leader nel settore dell’arredamento, sarà una delle società del gruppo Mondo Convenienza in ragione della commercializzazione di copie non autorizzate del letto “Nathalie” disegnato da Vico Magistretti.

Nathalie "il capostipite dei letti tessili"- Design Vico Magistretti, 1978

Nathalie “il capostipite dei letti tessili”- Design Vico Magistretti, 1978

La pronuncia del tribunale milanese assume un particolare rilievo per due motivi.
Innanzitutto, rappresenta il chiaro segnale di una progressiva sensibilizzazione da parte dell’ordinamento italiano nel ravvisare il “valore artistico” di alcune opere dell’industrial design, ammettendone la tutela ai sensi dell’art. 2, comma 1, n. 10, della Legge Italiana sul Diritto d’Autore, a prescindere dalla sussistenza della tutela di diritto industriale. Il Tribunale ha riconosciuto il carattere creativo dell’opera di design stimandone il valore artistico sulla base della “[…] percezione dell’opera agli occhi del pubblico e degli ambienti più specializzati nel settore […]”.
Riconosce, poi, un risarcimento del danno per la violazione posta in essere molto elevato e non meramente simbolico, come solitamente avviene in Italia con le pronunce giurisprudenziali in materia.

È stato, invece, negato il riconoscimento del marchio di forma non registrato a norma dell’art. 9 del Codice della Proprietà Industriale.

Avv. Lavinia Savini

Dott. Antonio Gallo

Lascia un commento

Archiviato in Sentenze

La tutela di diritto d’autore per l’industrial design

design

Gabriele De Bonis – Overture 1.

Il d.lgs 95 del 2001 (in attuazione della Direttiva comunitaria 98/71) ha introdotto la possibilità di cumulare la disciplina del diritto d’autore a quella già sussistente di diritto industriale, per tutelare l’industrial design avente carattere creativo e valore artistico (attraverso l’introduzione dell’art. 2 n. 10 alla legge 633/1941 sul diritto d’autore).

E’riconosciuta, pertanto, piena tutela di diritto d’autore all’opera di designqualora abbia i requisiti di artisticità e creatività richiesti dalla legge sul diritto d’autore.

Circa la sussistenza del requisito del valore artistico dell’opera di design, sono celebri le vertenze giudiziarie che hanno visto come protagoniste la nota Chaise Longuedi Le Corbusier per Cassina” ela lampada Arco di Achille e Pier Giacomo Castiglioni per Flos.

Uno dei principali problemi applicativi di tale normativa è quello relativo alla disciplina transitoria (introdotta con l’art. 25 bis del d.lgs. 164/01 successivamente modificata dal D.L. 10 / 2007) di cui al “plurimodificato” art 239 del codice della proprietà industriale.

Con la recentissima nuova formulazione di tale articolo –  apportata dapprima con la legge 12 luglio 2011 n. 106 (anche a seguito della sentenza emessa sul punto dalla Corte di Giustizia) e da ultimo con la legge 24.2.2012 n. 14 all’art. 22 bis – è riconosciuta l’estensione della tutela di diritto d’autore anche per le opere del disegno industriale che anteriormente alla data del 19 aprile 2001 (di entrata in vigore della riforma) erano, oppure erano divenute, di pubblico dominio (perché mai registrate come disegni o modelli o per le quali era spirato il termine massimo di durata della registrazione).

Tuttavia la legge prevede ora che i terzi che avevano fabbricato o commercializzato, nei dodici mesi anteriori al 19 aprile 2001,prodotti realizzati in conformità con le opere del disegno industriale allora in pubblico dominio non rispondono della violazione del diritto d’autore compiuta proseguendo questa attività anche dopo tale data, limitatamente ai prodotti da essi fabbricati o acquistati prima del 19 aprile 2001 e a quelli da essi fabbricati nei 13 anni successivi a tale data, purché detta attività si sia mantenuta nei limiti anche quantitativi del preuso.

I tempi stringono dunque (!) e le conseguenze dell’applicazione della tutela di diritto d’autore al c.d. design storico – anche e soprattutto di natura economica – potrebbero essere dirompenti.

 

Lavinia Savini

Avvocato specializzato in proprietà intellettuale. Partner dello Studio Idealex.

Lascia un commento

Archiviato in Pubblicazioni