Archivi categoria: Sentenze

Stati Uniti: in arrivo la riforma della “legge sulle arti e sugli affari culturali” a tutela delle fondazioni e degli esperti di opere d’arte

b7af9063dc0aadd4e65e20887a687098L’autenticazione delle opere d’arte continua ad essere un tema dibattuto fuori e dentro le aule dei Tribunali. Sempre più fondazioni d’artista e studiosi che rilasciano expertise sulle opere d’arte subiscono azioni giudiziarie da parte degli eredi dell’autore o dei proprietari delle opere stesse. Ciò ha portato alla chiusura di importanti Autentication Board quali quello dell’artista K.Haring o di E. Warhol .

Tale fenomeno, in espansione soprattutto negli USA, ha condotto i professionisti dell’arte, i giuristi e le istituzioni statunitensi a richiedere una riforma della legge sulle arti e sugli affari culturali (New York Art and Cultural Affair Law) a tutela degli esperti che rilasciano le autentiche. Così, nel giugno 2015, il Senato degli Stati Uniti d’America ha dato luce ad un nuovo progetto di legge.

La riforma si pone l’obiettivo di scoraggiare le azioni di responsabilità instaurate contro gli esperti che rilasciano le autentiche attraverso l’applicazione di nuove regole. Per esempio: colui che agirà in giudizio per il riconoscimento della responsabilità dell’esperto che ha rilasciato il parere su di un’opera d’arte dovrà fondare la propria domanda su elementi di prova sufficienti. Inoltre, anche nel caso in cui chi agisce vinca la causa non potrà chiedere la condanna dell’esperto al pagamento delle spese legali. Al contrario, qualora il giudice rigetti la domanda, l’esperto potrà chiedere in via riconvenzionale il pagamento delle spese legali sostenute.

Tale progetto di legge si applica a tutti coloro che possono essere definiti esperti di opere d’arte. E’ importante evidenziare come siano esclusi dalla definizione di esperto, e dall’applicabilità della suindicata riforma, coloro (singoli esperti o fondazioni) che abbiano un qualsivoglia interesse economico sull’opera oggetto dell’expertise.

La riforma della legge sulle arti e sugli affari culturali ha già ottenuto il sostegno di importanti istituzioni museali e la sua entrata in vigore è prevista nel gennaio 2016. Anche in Italia sono auspicabili una riflessione e un intervento legislativo per tentare di fare chiarezza in questo delicato ambito. A tal fine l’esperienza americana potrebbe fornirci importanti spunti.

Avv. Lavinia Savini

Dott.ssa Maria Paola Pinna

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Sentenze

A further step forward in protecting design products as authorial works

This time we would focus on the recent judgement n. 7432 of June 16th, 2015, of the Court of Milan.

The Court sentenced some of the Mondo Covenienza group subsidiary companies to pay about to 3.500.000 euros in favour of Flou s.p.a. as compensation for damages.

The reason why the aforementioned companies have been condemned to the payment of a such huge amount regards the commercialization of unauthorized copies of “Nathalie”, “the parent of all texile beds” (as reported on Flou official website) designed by Vico Magistretti in 1978.

Nathalie "the parent of all texile beds"- Vico Magistretti Design, 1978

Nathalie “the parent of all texile beds”- Vico Magistretti Design, 1978

The relevance of the judgment is due to two main reasons.

The first one is the recognition by the Court of Milan of design products as authorial works. Indeed, according to art. 2.1, n. 10 of the Italian L.D.A. (Legge Italiana sul Diritto d’Autore, n. 633/1941) the Court admitted the abstract protection of the texile bed – a large scale product – irrespective of whether it was a registered model or not.

Furthermore, the Court acknowledged the creative nature and the artistic value of “Nathalie” and it also stated that the artistic value of a design product must be considered focusing on the public perception of the design product and on the design experts’ opinion.

The second reason regards the fact that the huge compensation quantified by the Court is not merely symbolic, as it usually happens in similar cases, but it had been commensurated to the effective damages suffered by Flou in terms of sales lost and damages to the company image.

Finally, the Court denied the protection of the shape of the texile bed as non registered trademark according to art. 9 of Italian Intellectual Property Code.

Avv. Lavinia Savini

Dott. Antonio Gallo

Lascia un commento

Archiviato in Sentenze

Un ulteriore passo avanti nella tutela del design d’autore

Si segnala una importante sentenza del Tribunale di Milano – Sezione Specializzata in materia di Impresa – n. 7432 del 16 giugno 2015 (R.G. n. 53242/12), che ha disposto un risarcimento milionario, quasi 3.500.000 di euro, a favore della Flou s.p.a..

A dover corrispondere l’ingente somma di denaro all’azienda leader nel settore dell’arredamento, sarà una delle società del gruppo Mondo Convenienza in ragione della commercializzazione di copie non autorizzate del letto “Nathalie” disegnato da Vico Magistretti.

Nathalie "il capostipite dei letti tessili"- Design Vico Magistretti, 1978

Nathalie “il capostipite dei letti tessili”- Design Vico Magistretti, 1978

La pronuncia del tribunale milanese assume un particolare rilievo per due motivi.
Innanzitutto, rappresenta il chiaro segnale di una progressiva sensibilizzazione da parte dell’ordinamento italiano nel ravvisare il “valore artistico” di alcune opere dell’industrial design, ammettendone la tutela ai sensi dell’art. 2, comma 1, n. 10, della Legge Italiana sul Diritto d’Autore, a prescindere dalla sussistenza della tutela di diritto industriale. Il Tribunale ha riconosciuto il carattere creativo dell’opera di design stimandone il valore artistico sulla base della “[…] percezione dell’opera agli occhi del pubblico e degli ambienti più specializzati nel settore […]”.
Riconosce, poi, un risarcimento del danno per la violazione posta in essere molto elevato e non meramente simbolico, come solitamente avviene in Italia con le pronunce giurisprudenziali in materia.

È stato, invece, negato il riconoscimento del marchio di forma non registrato a norma dell’art. 9 del Codice della Proprietà Industriale.

Avv. Lavinia Savini

Dott. Antonio Gallo

Lascia un commento

Archiviato in Sentenze

Hosting provider responsibility

It should be noted that the Milan Court of Appeals has issued a verdict on hosting provider responsibility for user committed content. The verdict, published on 7 Jan 2015, has overruled the Tribunal of Milan verdict n. 10893/11- which followed the general case law adopted by Italian courts up to today – setting forth new important principles for the application of Directive 2000/31/CE.

The Court has recognized hosting provider’s responsibility for the violation of property rights via the internet as retrospective responsibility, envisaged only in the case in which the provider doesn’t fulfill a specific surveillance obligation activated by sending a formal letter of warning for the individual illicit actions.

A formal letter that the Court states must specifically identify the illicit content through links to it, or by providing the relative URL.

An important principle has also been asserted according to which the European Court of Justice is the only authority appointed to give a uniform interpretation of European law for application in the single member states, whist non compliant interpretations given by national courts should not be taken into consideration , as has been happening in Italy.

 

Lavinia Savini

Lascia un commento

Archiviato in Sentenze

Responsabilità degli hosting provider per i contenuti immessi dagli utenti

In materia di responsabilità degli hosting provider per i contenuti immessi dagli utenti si segnala l’importante sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Milano depositata in cancelleria il 7 gennaio 2015 che ha modificato riformandola la sentenza n.10893/2011 del Tribunale di Milano, il cui contenuto era conforme all’orientamento adottato dalla giurisprudenza sino ad oggi in Italia sul tema.

La Corte ha riconosciuto la responsabilità dell’hosting provider per violazione dei diritti di proprietà intellettuale a mezzo internet come responsabilità a posteriori, configurabile nel solo caso in cui non adempia a un obbligo specifico di sorveglianza attivato con segnalazione dei singoli illeciti mediante diffida. Segnalazione che la Corte precisa deve essere specifica nell’indicare i contenuti illeciti mediante link agli stessi o mediante indicazione dei relativi URL.

Si è affermato anche l’importante principio secondo cui la Corte di Giustizia dell’Unione europea e’ l’unico organo deputato a dare un’interpretazione conforme del diritto europeo da applicare nei singoli Stati membri, non potendosi tenere conto, pertanto, delle diverse interpretazioni giurisprudenziali date dai giudizi nazionali in materia, come fino ad ora accaduto.

Lavinia Savini

Lascia un commento

Archiviato in Pubblicazioni, Sentenze