CTR Toscana a favore del collezionista, esclusa la tassabilità della plusvalenza derivante dalla compravendita di oggetti d’arte.

Si segnala una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Toscana (Sentenza n. 826/31 del 9 maggio 2016) sulla dibattuta, e importantissima questione, relativa alla qualificazione, ai fini tributari, dell’attività di compravendita di beni d’arte o di antiquariato svolta da un collezionista.

La Commissione, correttamente ad avviso della scrivente, ribadisce, ancora una volta, la distinzione tra chi esercita un’attività commerciale avente ad oggetto “oggetti d’arte” e chi compravende “oggetti d’arte” per mero collezionismo. Finendo per escludere, nel caso di specie, la finalità commerciale del contribuente/collezionista che aveva subito l’accertamento fiscale.

Il caso di specie riguardava la vendita on line di bottiglie mignon di liquori d’antiquariato da parte di un collezionista, per cui  gli era stato notificato avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate di Lucca per il recupero delle minori imposte versate IRPEF, IVA, IRAP e contributi INPS – emesso a seguito di processo verbale della Guardia di Finanza di Lucca – che gli contestava l’esistenza, di fatto, di un’attività di impresa.

La Commissione Tributaria Regionale della Toscana, si è espressa  evidenziando  come la qualifica di mercante d’arte si possa desumere dalle finalità commerciali e speculative che tipicamente gli appartengono dovendosi, invece, intende per mero collezionista l’appassionato di un determinato bene che, per proprio diletto, attiva una serie di scambi finalizzati esclusivamente all’arricchimento della propria collezione e all’appagamento personale.

Il collezionista, dunque, rimane tale finché non assume, di fatto, le caratteristiche dell’imprenditore abituale, fattispecie che i giudici non ritengono realizzata nel caso di specie, ove l’attività del ricorrente si era limitata a  un numero esiguo di operazioni.

I giudici della Commissione Tributaria analizzando la vicenda evidenziano come si tratti di un particolare settore del “mondo degli scambi” avente ad oggetto quadri e altre opere d’arte, mobili e oggetti d’antiquariato, gioielli antichi, auto d’epoca, francobolli da collezione, libri antichi, e tanti altri beni, la cui commercializzazione è fortemente incrementata dall’avvento di  piattaforme di vendita e scambio, quali e-bay.

Si rileva che, in tale settore, risulta non di facile soluzione il confine tra il “collezionista” e il “mercante d’arte”. La distinzione delle predette figure è fondamentale ai fini tributari e comporta una non facile individuazione, da effettuare in concreto, tra chi compravende uno dei citati beni per fini speculativi e l’amatore che compra un’opera per sé stesso e successivamente la rivende guadagnandoci, senza aver avuto, però, come obbiettivo principale il guadagno.

 Conclusivamente, si può affermare che la compravendita di oggetti d’arte generi plusvalore soggetto a tassazione solo qualora venga realizzata in via professionale ed abituale e che la regolarità, sistematicità e ripetitività delle operazioni di compravendita ne sono certamente un chiaro segnale.

 

Avv. Lavinia Savini

 

opera di Gabriele Corni

opera di Gabriele Corni

 

The Regional Tax Commission of Tuscany supports favourable tax treatment for collectors: capital gains generated by the buying and selling of art objects cannot be subject to tax

 

Please note a recent sentence from the Regional Tax Commission of Tuscany (sentence number 826/31 of 9 May 2016) on the debated, and important issue, related to the qualification, for tax purposes, of a collector to buy and sell art goods and antiques.

The Commission, correctly in the opinion of the writer, reiterates, once more, the distinction between someone who is running a commercial business that deals with “art objects” and someone who buys and sells “art objects” merely as part of a collection. It ends by ruling out, in the present case, the commercial purpose of the taxpayer/collector who was subject to the tax assessment.

The present case concerned the on-line sale of antique miniature liquor bottles by the collector, who was served a notice of an assessment by the Italian revenue authorities (Agenzia delle Entrate) in Lucca in order to recoup unpaid personal income taxes, as it was claimed that he was, in fact, running a business.

The Regional Tax Commission of Tuscany highlighted that the qualification of an art dealer can be inferred by the commercial and speculative endeavors that they typically engage in, while on the other hand, a collector is who is merely fond of works of art, and, for their own pleasure, engages in a series of exchanges whose aim is solely the enrichment of the collection and their personal satisfaction.

A collector, therefore, remains such until they adopt, in fact, the characteristics of an entrepreneur. The judges have not considered these characteristics to be met in the present case, where the activities of the claimant are limited to a small number of operations.

The judges of the Tax Commission, in their analysis of the events, point out that all this has to do with a particular area in “the trading world” which deals with paintings and other works of art, furniture and antiques, antique jewelry, vintage cars, collector’s stamps, antique books, and many other goods, whose commercialization has increased greatly since the advent of selling and trading platforms, such as eBay.

It should be noted that, in such a sector, it is difficult to find the line that separates a “collector” from an “art dealer.” This distinction between the two is however fundamental for tax purposes and calls for efforts to establish in concrete terms those who buy and sell these goods for speculative purposes and those amateurs who buy a work of art for themselves and later resell it at a profit, without having had such profit as their main objective.

In conclusion, it can be stated that the buying and selling of art objects generates capital gains which are subject to tax only when done in a professional and habitual manner and that regular, systematic, and repetitive buying and selling may well be a clear signal of this. This tax treatment, favorable to the collector, is a positive feature of the Italian system compared to other European countries.

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